buzzoole code A Paul's Life

lunedì 3 settembre 2007

London Calling, Paolo Answering... Day 2

The following takes place between 8.00 AM and 11.45 PM
of Monday 27th August, 2007

8.00 am: Notte non perfettamente serena, con brevi ma continui risvegli durante il sonno. Max perfettamente rinsavito comincia a bombardare scoregge in Si bemolle (e la domanda sorge spontanea: una nota pulita riuscirà mai a farla?) e a dire minchiatissime. Mi lavo per primo e allago il bagno. Vaffanculo, buco del cazzo.
Le disavventure continuano a colazione, dove, a causa di un'incompatibilità comunicativa con la cameriera (detta Ana Lucia per la di lei devastante somiglianza con il personaggio di Lost), devo rinunciare al mio english breakfast (salsiccia, uovo, bacon e fagioli) e buttarmi sul pane tostato imburrato.

10.57 am: A due(cento) passi dal nostro mmmmeraviglioso albergo, si erge Buckingham Palace, residenza della Regina di Quel-Paese-Lì-Che-Tutti-Ci-Parlano-L'-Inglese-Britannico. Tra una foto e l'altra, cominciamo ad avere i primi sospetti che qualcosa non vada: non ci sono le classiche guardie in cappotto rosso e copricapo alto sei metri, sostituite da dei più blandi sosia dei carabinieri nostrani; e si sente parlare italiano, molto. Troppo. C'è anche un distinto signore seduto sulla fontana a leggere la Gazzetta.
La gioventude al mio seguito decide di raggiungere Trafalgar Square passando per il St James's Park, dove ci si intrattiene piacevolmente per una mezz'oretta tra stupendi benchè inquietanti cigni neri, cignetti kung-fu e papere assassine. I pellicani ci danno le spalle, perchè forse i turisti gli fanno schifo. Inoltrandoci nel parchetto, incontriamo un esercito di scoiattoli stronzi che non si fanno fotografare manco per l'anima di sta cippa. Ovviamente, una giovane coppia di italiani li attira e se li sbaciucchia senza problema alcuno, per cui a me e Max viene davvero il dubbio che questi animaletti saltellanti non rispondano ad altro che al richiamo della fregna umana o del cibo offerto dal misterioso Uomo che Sussurra alle Papere, che intanto ha cosparso il sentiero di noci (con gli scoiattoli a rigirarsele nelle zampette alla velocità della luce). Bah.
Poco oltre il parco, davanti all'Horse Palace, un curioso assembramento di popolo attira la nostra attenzione: è la cerimonia del cambio della guardia a cavallo. Qui facciamo conoscenza del Poliziotto Arnold, un uomo che di certo incute timore. Questo minaccia di morte i giapponesi capatosta che, in puro stile karakiri, vogliono scavalcare la linea di sicurezza a tutti i costi e farsi travolgere dai cavalli. Maledetti giapponesi.
Alla fine del cambio, ci allontiamo dallo spiazzo, solo per essere travolti da un gruppo di zombie sanguinari spuntati fuori dal nulla.

12:30 pm: The Brigade emerge dalla National Gallery. Max è vivo per miracolo, io zoppico dopo la devastante galleria 1250-1500, Eleonora ha ancora un colorito umano. Benchè umana lei non sia. Scopriamo la salvezza della vita nostra, ovvero la catena Pret-A-Manger, specializzata nel produrre quotidianamente panini di una bontà esagerata. Faccio scoprire a Max le gioie del wrap con le polpettine al sugo, per poi pentirmene: quest'uomo fra qualche anno avrà un infarto.
Prossima destinazione: le sdraie di St James's Park.

14.32 pm: Eh sì, gratis le straie. Due sterline. At the face of the cock.
Ed ecco che finalmente raggiungiamo Westminster e zona annessa. Il pensiero che lì da qualche parte si nasconda quel gran briccone di Gordon Brown mi spaventa moltissimo. Superata la Westminster Abbey, che per avere 1400 anni se li porta piuttosto bene, ci dirigiamo verso le Houses of Parliament, che sembrano tanto fighe, ma poi non è che siano altissime. Un condominio. Però belle. Belle belle.
Dopo altre settecento foto al Big Ben, Essi si muovono di nuovo verso la County Hall, palazzo multifunzione che si erge a pochi centimetri dalla London Eye. Qui decidiamo di lasciare l'opzione traghetto alla sera successiva, e di dirigerci verso il cinema IMAX.

19.29 pm: Ancora cena alla stazione di Waterloo, a due passi dalla sala. Max ha bisogno di Crispy McBacon, non c'è, e allora andiamo da Burger King, che fa un panino identico. L'hamburger è ridicolmente minuscolo, forse l'unica cosa piccola in sta cazzo di Gran Bretagna dove, per un palese complesso del pene piccolo, tutto, dai semafori ai negozi di scarpe, è sproporzionatamente mastodontico. Come direbbe lo slogan pubblicitario, Gran Bretagna: ci deve pur essere qualcosa di piccolo da qualche parte!
Mentre io e Max disquisiamo deliziosamente sull'argomento tutto grande-pene piccolo, Eleonora avvista l'uomo della sua vita, che è orrendo (del tipo: naso schiacciato, fronte schiacciata... tutto fottutamente schiacciato, insomma), ma tanto alla fine sono cazzi suoi...
I due uomini e un Ultron giungono poi al cinema IMAX. Dopo mezz'oretta di attesa nella hall, eccoci introdotti innanzi a uno schermo di dimensioni davvero esagerate, 20 metri di altezza e 26 di larghezza. La sola vista dello schermo manda in merda tutti, ma il sublime si tocca con i trailer dei film appositamente realizzati in 3D, un'esperienza di immersione totale nello schermo inimmaginabile. Poi parte Harry Potter e l'Ordine della Fenice... anche alla seconda visione il film arranca (anche se le performance degli attori spiccano), ma gli ultimi 20 minuti, riconvertiti in 3D, spiazzano. Peccato che la trimensionalità nei film non realizzati appositamente per il formato sia ancora da perfezionare, ma rimane comunque un'esperienza di forte impatto. Il top, insomma.

11.45 pm: Stremati dalla giornatona, ci infiliamo a letto senza fiatare. Neanche Max ha voglia di... MA DAI, IN SI BEMOLLE NOOO!



domenica 2 settembre 2007

London Calling, Paolo Answering... Day 1

The following takes place between 6.30 AM and 11.15 PM
of Sunday 26th August, 2007


6.30 am: Così ha inizio: Babbo Lamesta and the D'Alessandros, portandosi l'intiero carrozzone mediatico dell'occasione, decidono per la reunion. In una sorta di completamento karmico di quanto avete precedemente letto su Seguendo la massa a massa, le due allegre famiglie vanno a incontrarsi per salutare la rispettiva progenie in partenza per la Capitale Mondiale della Caccia alla Lontra, LONDRA, appunto.
Ma la band è ben presto costretta a un secondo scioglimento, ghezzo: è in arrivo il SempreAtleticoBabboGanini, che, munito di cromato autocarro, trasporterà i tre giovini Paolo, ovvero il Sottoscritto, Max, ovvero Lamerda, e Ultron, ovvero Eleonora all'Aeroporto di Orio al Serio. Ghezzo.

9.55 am: L'aereo si prepara a raggiungere la pista di decollo. Io mi sono impiastrato sulla poltrona dalla fregna. Mi passano davanti agli occhi le ultime tre ore, nelle quali, dopo un tranquillo check-in, la troppa disinvoltura del trio si era trasformata in umiliazione. Crudeli altoparlanti a urlare "ULTIMA CHIAMATA D'IMBARCO PER D'ALESSANDRO, LAMESTA E GANINI", i nostri nomi a echeggiare per tutto il terminale. Eh sì, eravamo in ritardo senza saperlo... maledetto Nintendo DS,
maledetto sudoku di sta cippa di cazzo.

9.56 am: CHE STORIAAAAAAA!

10.59 am:
Fine dell'odissea aeroportuale. Dopo un volo misteriosamente costellato di "MIND THE ?" (dove ?= sintagma biascicato) e di visite della sempre piacevolmente sfuggente Natalia, hostess un po' goffa ma comunque figa, i nostri ultimi momenti nell'aeroporto di Luton sono dedicati all'inseguimento dei tre nostri epigoni pakistani, i CONTURBANTI ARANCIONI (visto che andavano in giro "con turbanti arancioni"), che ci fanno da Faro d'Alessandria (arancione) verso l'Uscita.

11.31 am: Sul pullman verso la Victoria Station, appare ormai chiaro che Max è impazzito. Il delirio più vergognosamente gratuito di ogni tempo (che avrà un climax quanto mai sanguinoso) comincia nel bel mezzo della cittadina di Luton:
Max: Ehi, ma qui i cimiteri sono tutti uguali!
Ele:
Idiota! È lo stesso di prima!
Tra le altre minchiate a freddo:
- Ele, ma perchè non ti fai suora?
- Ma hanno una forma strana le ragazze londinesi
Eleonora non sembra mostrare alcuna emozione, nessun disprezzo nè pena per quest'uomo. Fredda come il ghiaccio, comincia a simulare dei versacci, quasi a voler ostentare la sua umanità. Appena può si mette a comunicare telepaticamente con il suo Nintendo DS, come se preferisse il contatto del freddo metallo a quello di due idioti in carne, ossa e pelazzi. Chissà perchè...

1.30 pm: Dopo un pranzo a base di ali di pollo piccanti e fagiolini in una salsa aliena, the Brigade si dirige al suo quartier generale londinese, l'Hanover Hotel Victoria. La stanza è un buco di tre metri quadri arredato da Giovanni Senzaterra, con bagno di mezzo centrimetro cubo, asse da stiro, teiera completa di bustine da tè, senza armadio e spazio per respirare.
Ci concediamo un'oretta di svacco durante la quale introduco la giovane Eleonora alla nobile arte delle parolacce in inglese. Tra un cock e un asshole, Max converte il telecomando non funzionante a vibratore.

6.00 pm: Visita al Tate Modern Museum, ma non prima di aver dato inizio alla tecnica della Fotografia Chirurgica, ovvero la nobile arte del fare 4 foto a ogni centimetro di terreno guadagnato. Se Eleonora riesce a produrre immagini anche piacevoli, Max dà sfoggio della sua creatività con composizioni azzardate o inesistenti, all'insegna del dog's dick, come lo chiamano i gentlemen inglesi.
Intanto, la torre del Tate svetta quasi fallica sul lato opposto di uno skyline dominato dalle gru. Gru ovunque, gru enormi, gru sempre in movimento. Stanno smontando Londra pezzo pezzo, la portano a Pechino. Qui resteranno solo i Pakistani.
Dopo aver visto ogni sorta di deliziosa e delirante aberrazione mentale umana, e con un po' di rimorso per non aver visto la parte dedicata a Dalì (a pagamento), usciamo dal museo un po' più contenti. Max solo perchè ha realizzato di essere ancora vivo.

7.30 pm: Indugiamo ancora qualche tempo nei dintorni del Tate. Degusto una bevanda di dubbie origini, la Dr. Pepper, che fa di un cagare inimmaginabile, e compongo haiku del tipo:
Tamigi, Tamigi,
quand'ero piccolo,
c'andavo in bigi.
Paura, atroci dubbi e grattacapi per le Scarpe Abbandonate che si muovono misteriosamente nei dintorni del Museo, poi via sul lungo-Tamigi, alla ricerca di un locale per cenare. Sullo sfondo, la London Eye, una ruota panoramica di dimensioni apocalittiche che domina la città. Calma Max che c'arriviamo, piano...
Alle prese con la sua scheda internazionale, Max riduce all'inabilità ogni cabina telefonica sul suo cammino, poi decide di lasciar perde. Il nostro Big Boy comincia poi a fotografare a ritmo devastante: si contano 50 foto al cinema IMAX, 75 al Big Ben e 86 alla London Eye.

7.31 pm: "Ele, dov'è Max...?"

8.35 pm: Un'ora. Un'ora di fottutissima attesa. Un'ora di cuore in gola. Bastardo. Il giovane, in preda a una fobia fotografara, si era lanciato dall'altro lato del Waterloo Bridge per fare una foto del FOTTUTO Big Ben dietro alla FOTTUTISSIMA ruota panoramica. A nulla è servito il nostro tentativo di notificare al gentiluomo il fatto che lo avremmo raggiunto attraversando il sottopassaggio. Max non ha atteso, è andato oltre, sempre più in là. Un uomo normale si sarebbe fermato ad aspettare gli amici, Max no: acquisito l'obiettivo, si procede fino alla distruzione. E l'obiettivo era la London Eye.
Alla fine, io ed Eleonora decidiamo di provare a guardare proprio alla London Eye. Per niente. Ritorniamo sui nostri passi, ed eccolo lì, sul Ponte, candido come un bebè.
Rissa verbale in mezzo alla strada, poi dritti alla ruota panoramica.

8.35 pm (alternate version):
D
opo essermi staccato dal gruppo ed aver attraversato la strada per fotografare la London Eye, vedo Paolo dall’altra parte della strada che mi fa dei gesti con le braccia: intenderà che ci troviamo in fondo alla strada…
Arrivato alla fine della via non vedo nessuno, allora inizio a percorrere la strada al contrario dalla parte opposta (quella dov’erano Paolo e la Ele). Noto che c’è un sottopassaggio e penso: saranno passati di qua! Percorro il vicolo oscuro ma non trovo nessuno. torno in superficie e non vedo ancora facce conosciute.
Dopo qualche minuto di esitazione e un freddo che mi ha percorso il corpo, con un respiro profondo e la cartina di Londra alla mano mi sono messo in viaggio! La prima tappa è stata la London Eye, anche perché era quella l’attrazione che dovevamo andare a vedere insieme. Ho pensato: magari si sono diretti là!
Dopo essere arrivato, ho incontrato due giapponesine fighe da dio che mi hanno chiesto di fare loro una foto! Potevo rifiutare? Dopo esserci convinti da ambedue le parti (italiana e giapponese) che la foto andava bene, mi sono rimesso in cammino.
Oramai le speranze di ritrovare i miei compagni d’avventura mi stavano abbandonando, cosìcche mi sono diretto alla stazione di Waterloo, dove sono andato a mangiare da Burger King, in quanto la lucidità stava dando sintomi di stanchezza.

A pancia piena inizio a dirigermi al luogo dove mi ero perso: qua incontro delle Baby Gang con delle facce per nulla carine. Dopo aver fatto ancora qualche foto e tornato al punto di partenza, ritrovo i miei compagni per nulla rilassati.

Ecc…

(© 2007 by Max. Virgole e formattazione di Paolo, che non si assume nessuna responsabilità per la mancanza di senso di alcune frasi)

11.15 pm: L'astio tra me e Max si stempera in risate sguaiate a bordo della London Eye. Londra, la città famosa per essere a Londra, ci si mostra in tutto il suo splendore notturno, e noi la dominiamo dall'alto.
Cena alla stazione di Waterloo, famosa per essere pronunciata uaterlù, poi viaggio allucinante sulla Linea Grigia della metro, la Jubilee, una delle cose più incredibilmente futuristiche che abbia mai visto.
Giunti in albergo e abbracciati i cuscini, Max rivela al mondo il motivo della sua tanto decantata idiozia: ha circa quattrocento sintomi di morte imminente. Durante la notte si tachipirinizzerà, ma nel frattempo lo aiuto a non far prendere sonno a nessuno, bombardandoci a vicenda di minchiate, ma non prima che Eleonora sia prorotta in una sonora pisciata della durata di 8 minuti (con il coraggio di dar la colpa al lavandino, poi...). Ci si addormenta, ovviamente, su un do minore di peto prodotto dal sempre prestante Max...











domenica 26 agosto 2007

London Calling, Paolo Answering... Prologo


Oggi, alle 9:55 ora italiana,
Paolo prende il volo per Londra.

Segue cronaca.
Al ritorno, intendiamoci.






Alla faccia d'o cazz.

mercoledì 22 agosto 2007

Introducing Erri Potta end frenz...

Ok, me l'avete menata per mesi... "emmetticiunpo'didisegniin'stoblogputtanaeva!".
Eccovene uno.
Su commissione, e pure un po' legnoso, ma molto divertente da realizzare...
A voi, Harry, Ron ed Hermione, ovvero... la Compagnia del... ooops, sbagliato libro...




Sì, ok, Hermione fa cagare...



venerdì 10 agosto 2007

Seguendo la Massa a Massa

Giorno 1 - 4/8/2007

2.30 pm: Stazione Certosa di Pavia, lascio mamma a pochi passi dal sottopassaggio in prossimità della ferrovia. Al varco mi attendono il bellissimo Max e il sempre tonico Bone, accompagnati dalle rispettive madri, e dalle rispettive Panda. L'attesa meta è Marina di Massa, posto a me sconosciuto, ma ai più invece ben noto, vista la quantità di gente che mi dice di esserci stata. Io e Max, superata l'incognita "ostello o parassitismo nell'appartemento", soggiorneremo in loco fino a martedì sera; Bone invece va a unirsi al resto dell'allegro trenino a legna della compagnia fino al sabato successivo, ospite di un lussuoso (o Decisamente Ristrutturabile) appartamento in affitto vista cane semi-morto, dove l'unica regola è farla pagare cara a eventuali ospiti inattesi, quali io e Max ci apprestiamo a diventare.
In attesa del treno, in arrivo alle 3 (Max ha insistito perchè dessi sfoggio delle mie famose doti di traspirazione da tutta la superficie cutanea, come deduco dall'appuntamento tanto anticipato), ci si intrattiene allegramente con madri e figli, dicendone di ogni tipo, colore e forma.

Bone: Max, hai saputo che chi supera di 40 all'ora i limiti di velocità va in carcere?
Max:
Ma la multa te la danno?

Bone: No.
Max: Allora fa niente.

3.56 pm: Stazione di Voghera. Atmosfera da film western, e Max lanciatissimo in un assolo di minchiate. L'aria si raggela all'annuncio del ritardo del treno che ci avrebbe dovuto portare a Genova, dove, con un margine di tempo imbarazzante, ci attendeva la coincidenza per Marina di Massa. "Impossibile, baueraggio necessario, cari amici", dico loro.
L'aria si raggela ulteriormente all'arrivo dell'Agente di Borsa: un signore di mezza età si avvicina al trio, chiedendo soldi per dar da mangiare ai figli. Io e Bone intuiamo la magagna e rispondiamo con un "abbiamo la carta di credito". Max, di cuore buono, gli allunga due euro. Il signore si allontana per qualche secondo, poi si riattacca al benefattore, chiedendo almeno un altro euro (stavolta la ragione non era più nel sostentamento dei figli, ma nell'acquisto del biglietto). Max, dopo qualche minuto di negoziato, allunga anche un altro euro, sperando di scrollarselo di dosso.
Ma proprio a questo punto, il bisognoso rivela improvvisamente la sua vera identità di agente di borsa in incognito:
"Dai, facciamo che io tu mi dai 5 euro e io ti restituisco i tre!"
"No! Non ce li ho neanche 5 euro interi..."
"E allora facciamo 10! Mi dai 10 euro, e io ti dò il resto di 5!"
Il treno arriva e la minaccia è sventata.

4.15 pm: Ormai sfiduciato riguardo l'esito dell'assalto alla coincidenza, mi tuffo nel tubo di Pringles alla cipolla e erbe di vario tipo che i miei due compagni si rifiutano di condividere. Si ciucciano l'acqua, i bastardi. Nel nostro scompartimento, due ragazze (orrende, ahinoi) discutono alacramente di qualcosa che, al suono, sembra vagamente familiare. Origliando, emergono chiaramente prima un Lupin, poi uno Snape e finalmente un Potter: stanno parlando di Harry Potter 7, e appena la cosa diventa evidente Bone si fodera le orecchie di Ligabue (che spirito di sacrificio!) e Max si immerge nel Nintendo DS. È proprio Max (che nonostante le cuffie coglie ogni cosa) a lamentare timidamente lo spoileraggio a secco operato dalle due: visto che ho terminato la lettura del suddetto libro proprio mezz'ora prima di partire, si opta per lo scambio di posti con il Lamesta che è proprio accanto a una delle due.
Le ragazze, autodefinitesi Snippiste, ovvero fan di Severus Snape (come riesco a cogliere dopo un'iniziale voglia di esplodere in un riso dileggiatore) [Snape, in italiano, è Piton -- mi chiedo se l'eventuale traduzione di Snippista non possa essere Sorcino, vista la tremenda somiglianza tra Snape e Renato Zero], non sembrano complessivamente soddisfatte del romanzo, del quale discutiamo a grandi linee per qualche minuto. Mi dedico a una difesa abbastanza ritrosa, accompagnata dal tono impostato e dalla gesticolazione quasi fo-esca che
tanto divertono i giovani e meno giovani che diletto occasionalmente. Dopo qualche battuta, ci si comincia a ignorare allegramente, e, con Bone e Max immersi in mondi altri, non mi resta che desiderare l'abbraccio delle Pringles. Chiuse nello zaino.

4.48 pm: Salutate le Sorcine, comincia la Corsa d'Attacco. Anzi, d'Attracco. Un culo tremendo fa sì che il suddetto treno sia ad appena due binari da quello di arrivo, e che sia pure in ritardo. Dopo pochi istanti, facciamo conoscenza dell'Uomo con il Polpaccio più Brutto del Mondo (immaginatevi una fune avvolta su una patata, a mò di salame), di una Figa Straniera Paurosa, anch'ella dedita alla lettura di Harry Potter, 6 però, e in inglese (notiamo anche qualche scompartimento più in là una giovane dedita alla lettura del 7...), e del controllore, conosciuto come il Vecchio, grazie a un'infelice battuta di Max con la sua assistente.
Ci accomodiamo comodamente nel corridoio: Bone saluta ragazze a caso giustificandosi con un "eh, c'ho avuto una storia..."; tra una Pringles e l'altra, scopro di avere un'età celebrale di 80 anni, e penso dentro di me che è una figata pazzesca; e intanto, felice, Max si masturba con il DS.

7.00 pm:
Alla proposta di un megatorneo di Tekken 5 e con l'ostello in tutto esaurito, Max abbandona ogni ipotesi di soggiorno in un luogo che non sia l'appartamento. Però, l'oscura possibilità che qualcuno dell'Agenzia si faccia vivo per punire i due riottosi clandestini annebbia fino al giorno dopo l'altrimenti spensierata mente di Max, che, con il volgere della sera, si fa sempre più cupa.
Sistemate le nostre cose negli angoli della camera del sempre amichevole Bone, già si respira aria di casa: dall'altra parte della strada, si estende il fiero carrozzone della Festa della CGIL, e si odono i compagni mormorare Cuando esta noche! Cuando esta noche tramonta el sol, mon amour, mon amour...! Eh, la lotta di classe...

10.42 pm: Mangiati, lavati, pisciati e anche un po' sublimati, ci si dirige nel centro cittadino, dove l'attrazione principale sembra essere, per il momento, una graziosa sala giochi dove mi dedico per qualche tempo al Baueraggio più selvaggio. Nella posa e con l'espressione corrucciata tipica del Jack Bauerone Internazionale, uccido ogni essere virtuale a vista, salvo poi abbandonarmi alle violente manovre di polso del calcio balilla... solo per perdere vergognosamente, visto che sono stato costretto dalle circostanze ad andare in attacco (sì, Ste, non è solo colpa mia se abbiam perso...).

2.40 am: Rincasati, Max sembra aver ritrovato la sua gioia di bambino di 20 anni, grazie alla scoperta dell'esistenza di una piadineria. Sì, perchè il cinghiale solo di quello si nutre.
Mi appresto a gettarmi tra le braccia del butterato Morpheus, che però non sembra molto disposto a dimostrarmi affetto visto che a) tutti si precipitano in sala (che è la mia/di-Max camera da letto) a giocare a carte (e fin qui posso anche sopportare, riuscirei ad addormentarmi con il sottofondo del chiacchiericcio); b) Bone si dedica a ogni possibile tortura fisica e psicologica nei miei confronti, leggendomi l'Uomo Ragno addosso, sparandomi il flash della sua FOTTUTISSIMA fotocamera a un nanometro dalle pupille, ma soprattutto (con la collaborazione del mai dimenticato Mike, detto Crucio, viste le circostanze) lanciandomi in faccia una gragnola di palline di alluminio proprio quando dal dormiveglia stavo scivolando nel sonno vero e proprio.
Finita la partita e spente le luci, Max picchia uno scoreggione sismico degno del Martello di Thor e poi va a giocare a Tekken
, candido come un bimbo.

Giorno 2 - 5/8/2007

8.45 am:
Mi sveglio e mi riaddormento una decina di volte, attendendo che qualcuno mi svegli definitivamente. Un'inspiegabile tensione mi accoglie al risveglio. E al risveglio successivo. E a quello ancora dopo. Bah, sarà un brutto presentimento...
Grazie al risveglio a base di coccole ingiustificate da parte di SteMazzi, ragazza di Bone, inizia la giornata. In poco tempo, ma a intervalli diversi, tutti consumano la colazione. Ed è tempo di dirigersi in spiaggia. Con calma, non subito.

10.52 am: Il dolore. Il tremendo dolore dei sassi a devastare le piante dei piedi. Chilometri di spiaggia tutta sassi, e chilometri di battigia tutta sassi, chilometri di fondale tutto sassi. Che Dio maledica chi li ha inventati, sti fottuti sassi. E chi poi li ha portati in Toscana, sti sassi. Non state a sentire Crozza, portateli via i sassi dalla Toscana, và. Dopo essermi bucato un dito del piede e essermi disegnato uno sfregio sulla pianta dell'altro, avanzo via materassino più a largo, dove gran parte della compagnia è impegnata nelle solite attività ludiche in una zona
meno profonda a fondale sabbioso.
Qui nasce l'amore verso l'Amico Tonno, un grazioso pesce gonfiabile blu dalle pinne gialle, con il quale instauro una duratura amicizia. La gelosia è un brutto male però, e tre individui, StePuzzi, Germani e MarcoBellezzaFolgorante iniziano a contendersi l'affetto del povero essere in plastica. In una battaglia cruentissima, nella quale non sono stati risparmiati morsi, coltellate, citazioni delle canzoni di Max Pezzali e solletichi vari, io e il mio alleato MarcoBellezzaFolgorante riusciamo a prevalere sulla coppia StePuzzi - Germani. Campioni del Tonno! Campioni del Tonno!

2.30 pm: Primo pranzo vero e proprio, direttamente dalle mani della cuochessa Alice. Io e Max, vergognandoci come ladri del nostro parassitismo ma anche mossi da un sincero spirito propositivo, ci mettiamo a completa disposizione dello chef. E le conseguenze non mancheranno di essere catastrofiche, con moke ancora piene all'aria, pasta pronta che straborda ovunque, bicchieri distrutti e quant'altro. Asciugati i piatti e after the tazzuriella ' cafè, siesta.

2.55 am: Dopo il duello pomeridiano con la spiaggia assassina, e un'altra gargantuelica cena, ispezione del lungomare e del molo, con visita a un agghiacciante localino trendy che sembra avere in repertorio solo musica degli anni 80. Va bene tutto, ma dopo Fly Robin Fly... cioè, manca Orzowei e potrebbe anche venirmi voglia di morire.
Ritornati a casa, penso di avere la situazione in pugno. Penso: ok, li frego tutti stanotte, mi metto a disegnare, così poi non mi tormentano. Fatti due schizzi, e notata l'assenza di esseri umani, mi metto a dormire. Finalmente. In pace.

Giorno 3 - 6/8/2007

11.30 am: Io e l'Amico Tonno ci scambiamo confidenze in mare... aaah, quanto mi capisce lui, non come quegli altri esseri di carne. Lui è tenero... così tenero che si spezza con un grissino. NO TONNO, NON SPEZZARTI!

4.45 pm: È iniziata la mania del Nintendo DS. Tutti, e dico quasi tutti, vogliono un pezzo di quell'oggettino, vogliono la possibilità di infrangere un record che, provvidenzialmente, Max abbatte con il suo game successivo. Il nostro Ciccioboy si rifiuta persino di recarsi in spiaggia, impegnato com'è a controllare il punteggio di Eleonora, detta Ultron per la sua capacità di interfacciarsi con le apparecchiature cibernetiche. Tutti matti per DS, dicevamo, tranne StePuzzi, che legge Harry Potter 4, e Fabio, uno zombie vivente che, vagando disperato tra la Playstation e la sala, prepara la sua vendetta... Ah, e io, che dormo beatamente a qualsiasi ora del pomeriggio.

9.45 pm: http://picturestoriefuture.blogspot.com/2007/08/lira-di-fabio.html

1.30 am: Missione Viareggio. Andata all'insegna dell'argomento trans e poi dell'ormai mitico Cappuccino, nuovo sinonimo di prepuzio, centro focale di una disquisizione a metà tra un film di Tarantino e Sex and the City portata avanti da Mone, detto anche Er Matranga, che ne parla con un disprezzo tale da venire il sospetto che glielo abbiano strappato a morsi da bambino.
Viareggio passa in un flash e in una Coppa-gelato-della-quale-non-ricordo-il-nome. A questo punto, Fabio propone di andare a dileggiare omosessuali a Torre del Lago. Prevale un'iniziale entusiasmo... o meglio, sembra che l'obiettivo dichiarato sia solo una boutade... ma purtroppo no, l'obiettivo è davvero quello. Fortunatamente prevale la ragione, e il carrozzone si muove verso casa. Certo, arriveremmo.. se MarcoBellezzaFolgorante si decidesse a seguire le frecce che indicano "Marina di Massa"...

3.45 am:
Dopo la consueta partita a carte, che stavolta non sembra essere accompagnata da alcun tipo di tortura, mi addormento serenamente. Poi però inizia il monologo che mi tiene sveglio fino alle 4.30: Mike, detto Crucio (lo DEVO ribadire), profonde un soliloquio interminabile contrappuntato da interventi del pubblico come "dai Mike, basta, abbiamo sonno" e da risposte dell'istrione come "no, dai, ancora cinque minuti". Soffocando nel cuscino la rabbia per l'atto terroristico in corso, prendo finalmente sonno sulle impetuose note della Scoreggia Più Potente Mai Udita dall'Uomo, fabbricata dal sempre chirurgico Max, un suo personale modo di spirare prima di dormire.

Giorno 4 - 7/8/2007

11.34 am: Niente da fare, niente mare stamattina. Non c'avevo neanche voglia, a dire il vero. E allora cazzo mi lamento? Mi lamento perchè la Repubblica era finita e ho dovuto comprare il Corriere. Affranto, mi metto a disegnare Supergirl, e, benchè, abbia cannato del tutto le proporzioni, mi soddisfa alquanto.

2.23 pm: Fine dell'ultimo, giulianferraresco pranzo.

2.24 pm:
Tonno è morto. Èmmmortto.

5.30 pm: Ultimo, malinconico bagno, luce soffusa dal cielo nuvoloso e morte nel cuore per la scomparsa dell'Amico Tonno. "Imparato" l'uso del boccaglio, partitina a pallavolo o come-cazzo-si-chiama-quel-gioco-in-cui-ci-si-passa-la-palla-cercando-di-superare-il-record-di-palleggi in compagnia di StePuzzi e Crucio, e mi stupisco di essere capace di far rimbalzare la palla senza farla sfuggire anche per periodi di tempo superiori ai 15 secondi.
Cerco di rimandare il più possibile la fine del gioco, ma, viste le valigie da preparare, diventa necessario sfuggire all'abbraccio delle correnti marine, che mi premiano procurandomi un crampo al polpaccio.

7.45 pm: Salutati amici e amiche (in un rito molto interessante, con 4 persone buttate su un letto matrimoniale, 2 a farsi i cazzi loro e 2 a guardare quelle 2 persone farsi i cazzi loro), ricevute le ultime minacce di morte da Fabio (per la suddetta ammucchiata) e con in mano un pezzo di Parmigiano Reggiano, saliamo sul treno che ci porterà a casa. Il viaggio è un misto di deliri profetici di Max (Imparerai le vie del culo..., afferma), schizzi tremolanti a pennerellino, fallimenti in serie con i giochini di Super Mario DS e un'aleggiante odore di morte che permea il vagone intero.
Alle 23, dopo un ultimo monologo di Max sul legame tra il recente omicidio di Assago e gli incidenti stradali, intitolato Il Rasoio di Occam (eh, perchè... mi sembra logico... hai voluto farti sparare? eh? adesso muori, e ti sta bene... hai voluto bere? hai voluto andare veloce? adesso muori, e ti sta bene...), arriviamo in una Milano Rogoredo deserta, abitata da un solo, sperduto tamarro che non ha manco per le palle di andare a controllare gli orari dei al cartellone apposito, a pochi metri di distanza. E quando lo fa, mezz'ora dopo, rischia la vita. Beh, potevi anche morire, eh.

00.01 am: Dopo un quarto d'ora passato ad abbozzare l'atterraggio del possente corpo di Tia dallo spazio, io e Max scendiamo dal treno. Babbo Lamesta & The D'Alessandros ci aspettano nella Stazione di Certosa, ma, nonostante il nome da gruppo country, non si esibiscono nel loro repertorio.
Neanche il tempo di arrivare a casa e già mi sono incazzato come Sgarbi
, ma ho sonno, e me ne posso anche occupare domani...
... strano, credo di aver sentito un tuono in lontananza... eppure il cielo era terso...


Simpsonize Me Tonight


Oooh yeaaaah...

venerdì 6 luglio 2007

Due davanti e due di dietro...

... come faranno quattro elefanti a stare in una 500?

Due davanti e due di dietro.

(testo: Elio e le Storie Tese; immagini: repubblica.it)

venerdì 29 giugno 2007

So long, Superman...

Quella che vedete alla vostra sinistra, cari signori, è la copertina di un malloppone di 500 pagine (forse riuscite a intravedere la dicitura nell'immagine) contenente 49 storie dell'Uomo d'Acciaio, originariamente pubblicate nei numeri di Action Comics e Superman usciti a cavallo tra il giugno 1958 e il novembre 1959.
Acquistato nel settembre 2006, soltanto pochi giorni fa, il 25 giugno 2007, il vostro valente blogger è riuscito a voltare anche l'ultima pagina e rimetterlo in libreria a riposare per un po'... ok, non contando il fatto che in questo momento è qui accanto a me.
Ora, così sembra sia stata una sofferenza immane, ma, beh... piacere mio, Signora Silver Age, questo è poco ma sicuro.

L'immane e meraviglioso malloppo raccoglie e celebra in un'edizione sì economica ma coi fiocchi le prime storie
Silver Age dell'Azzurrone, storie che hanno cementato buona parte del cast di comprimari e della "mitologia" del supereroe, del materiale che è in parte sopravvissuto anche oltre alla rivoluzione di Crisis, almeno per alcuni caratteri generali.
Senza perdersi in complesse disamine nerdish, sappiate che nel volume regna e fiorisce l'ingenuità narrativa più pura. In senso positivo ovviamente. Ogni storia segue il più classico schema delle storie del periodo (minaccia inizialmente ineluttabile superata dall'astuzia e dalla forza dell'Eroe, e annessi), e ovviamente anche gli stilemi (narrazione autoconclusiva [tranne in un caso] o in brevi parti contenute nello stesso numero, storytelling compressissimo ma altrettanto limpido, dialoghi di rado tanto deliziosamente pletorici), ma tutte imperniate su idee l'una più "assurda" della successiva (e qui, cari Vertigo-dipendenti, sense of wonder a manetta), e tutte risolte con espedienti altrettanto (se non di più) surreali e fantasiosi (nonchè spassosissimi, leggere per credere). E, in particolare, viene il sospetto che Otto Binder, autore di molte delle storie contenute, si fumasse l'impossibile (e forse la roba girava anche parecchio tra i colleghi, visti i risultati...). Continuity? Il minimo essenziale. Realismo? Sono gli anni 50, baby! Personaggi a tinte fosche? Vada per un Lex Luthor scienziato pazzo o per un inarrestabile Brainiac.
Questo era la Silver Age pre-Marvel: storie brevi o brevissime, un gruppo minimo di personaggi ricorrenti legati indissolubilmente a leit-motiv irrisolvibili (ad esempio, l'amore poco corrisposto di Lois Lane per Superman, l'identità segreta di Clark Kent...), e, soprattutto, l'iconico, indistruttibile e intelligentissimo eroe protagonista, che, alla fine dell'episodio, "saves the day", riportando lo status quo. Il tutto in un'atmosfera di generale "luminosità" e leggerezza, di fiducia nel mondo, di positività. Niente tematiche scomode, il Comics Code lo impediva; molta sci-fi anni 50, anche perchè era il periodo del boom dei drive-in, dei film, delle riviste e dei romanzi fantastici, e questo materiale andava via come il pane, specie tra giovani e giovanissimi (eh, quando i fumetti erano ancora quasi solo per ragazzi...); molta sospensione dell'incredulità; molta autoironia da parte degli autori, e storie divertentissime, vere e proprie "favole della buonanotte" moderne (almeno, io le ho consumate così...).
Certo, poi venne Stan, e fra Fantastici Quattro e compagnia questa impostazione andò lentamente scemando, con una sempre più forte impronta soap-operistica (e con questo termine intendo serialità, con sottotrame che si dipanano per più numeri, storie sempre meno autoconclusive e indipendenti), con universi narrativi coerenti e sempre più "realistici". E questa è solo una constatazione, non voglio dare giudizi di valore o scegliere fazioni, perchè sono entrambe impostazioni che apprezzo, fintanto che non scadono nell'autoreferenzialità più becera e miope (vero, signor DiDio?). Perchè, come ogni produzione artistica e commerciale, anche il fumetto non può prescindere dal contesto socioculturale in cui è immerso, ma soprattutto dalla volontà degli autori di divertire il proprio pubblico nel modo più efficace possibile. E con il minor numero di pretese possibili (e anche qui, dipende dai contesti).
Tornando a noi, dopo questo compendio di ovvietà a beneficio dei meno esperti di fumetti, come posso esimermi dal parlare degli stupendi disegni racchiusi nel volume? Voglio dire, come tacere questi tratti di una sapienza invidiabile (anche se in fatto di dinamicità c'era ancora da imparare, l'era Kirby era alle porte...) di maestri come Al Plastino, Wayne Boring, Curt Swan, coadiuvati dalle chirurgiche e morbide chine di Stan Kaye? Cioè, nomi per voi assolutamente fuori dall'Universo, magari, ma gente che nel mestiere metteva l'anima, e si vede.
Insomma, questo volume è il classico jam-packed di azione, divertimento, fantasia e quella punta di romanticismo vecchia maniera che non fa mai male. Una gioia per gli occhi, una delizia per la mente, da consumarsi piano piano appena prima di spegnere il lume sul comodino. Giusto giusto per sognare meglio.

Beh, che dire... magari un post e una lettura con davvero poco appeal per i meno affiatati al mondo di carta e china (ho cercato di essere il più didascalico possibile solo per voi, belli di mamma)... e anche una difficile chiusura, indubbiamente... però, boh... son cose che aiutano a sognare. Spero di aver trasmesso un minimo dell'entusiasmo che mi ha percorso durante questa lunga cavalcata nel passato (cavalcata che andrà avanti, visto che ho qua accanto altri due matrangoni di 500 pagine l'uno...), e... boh... mi sembra di aver scritto un post inutile, ma glielo dovevo.

Balbettando, balbettando,
Freak Out!

mercoledì 27 giugno 2007

Il figlio di una delle cose in assoluto più belle del mondo

Per dare compimento a una sequela di post inutili che stanno determinando, immagino, il crescente numero di contatti che ricevo dall`estero (e guardate tra i counter qui a lato per credere), e per dare fondamento alle teorie di Lazarsfeld, per il quale i media danno status sociale ai loro "protagonisti", ecco la celebrazione di una leggenda:

lunedì 25 giugno 2007

Broken hearts are for assholes

Ok, avevo detto che non avrei messo altri video.. ma questo è importante...
Elio and the Troubled Stories featuring Ike Willis present a Frank Zappa song..

adesso basta video veramente però

La vendetta di una delle cose più belle del mondo anche se non è decisamente bella come quella di prima

...ovvero:

e questo conclude la parentesi di video idioti... per ora.

mercoledì 20 giugno 2007

What polar bear?

Minor spoiler alert per chi non ha ancora visto la 3rza Stagione di LOST!

martedì 19 giugno 2007

We saw action! We saw people!

Notte rock per gli irriducibili di Verona, notte di fottutissimo e bagnatissimo rock'n'roll. Puro. Elettricità nelle vene, nelle note, nelle vibrazioni di un'Arena che sembrava costruita apposta per tremare all'urlo finale di Won't Get Fooled Again. Lunedì 11 Giugno 2007 sarà marchiato nella mia vita come il giorno in cui ho visto negli occhi il Rock e lui mi ha fatto l'occhiolino.
Per tutta l'esistenza aspiri alla voce di un Roger Daltrey, non aspettandoti granchè vista l'età e i troppi sgoloni spaccamontagne con cui ha (più efficacemente, vista l'età e l'inevitabile usura) eccitato altri pubblici prima del nostro, per ogni secondo scalpiti per un Pete Townshend che spacchi l'aria calando inesorabile il plettro su una sei corde che è da sempre la sua estensione nell'eternità. Per tutta la vita, e purtroppo mai più, desideri di assistere alla devastante carica ritmica di un Keith Moon o ad adorare la chirurgica abilità e i sinuosi movimenti delle dita dell'impassibile John Entwistle.
Per tutta la vita, e poi gli imprevisti rendono il pasto ancora più appetibile.
Attraverso ore di pioggia a cascata, keeway a effetto condensa, voci spezzate dall'umidità (Roger, we forgive you -- anche se "he doesn't need to be forgiven" [cit.]) [presto narrate nelle Cronache dell'amico e compagno d'avventura Fabio Graziano -- ossequi alla consorte, ovviamente], la leggenda è risorta, gli Dei sono tornati all'Olimpo e, zoppicando, hanno aperto il culo a tutti.
A raffica, in un crescendo di acqua, fulmini, elettricità bioatmosferica e pura gioia di esistere si sono susseguite I Can't Explain, The Seeker, Substitute, Fragments, Who Are You, un'ora di pausa causa apocalisse, mezza Behind Blue Eyes prima che la voce di Roger Daltrey andasse a fare un giretto per Verona, e poi un devastante Pete Townshend-driven show a base di chitarre orgasmiche e di Let's See Action!, Eminence Front, Relay, Magic Bus, Baba O'Riley, The Real Me, Pinball Wizard, The Kids Are Alright, My Generation e Won't Get Fooled Again.
Ok, dopo il momento di panico generale della (seconda) momentanea sospensione del concerto, Roger non c'era più, era un Tom Waits che faceva i suoi ingressi il meglio possibile, come sempre, ma non era più lui. È stato Pete, appunto, a mandare avanti lo spettacolo, a dimostrarci come quel rock Elettrico, Adrenalinico, talmente Luminoso e Sublime che quando lo ascolti rende inutile ogni altra nota sentita in precedenza, stia in quell'incredibile chitarra monolitica e inattaccabile, in quella batteria e in quel basso profondo e asciutto la cui potenza echeggia anche oltre le mura della morte, in quella voce ora cavernosa ma fino a poco prima grandiosa e viva.
Questo val bene un'ora in piedi con la certezza dell'osteoporosi, val bene la caduta momentanea di un mito e la sua seconda ascesa seguente, val bene perdere quasi del tutto la voce perchè, pur di dare sostegno a quegli Dei, si canta ogni lettera, si urla ogni grido, ma soprattutto ci si unisce a quell'orgia collettiva, a quel rito estatico che è il grido finale di Won't Get Fooled Again. Uno dei momenti più alti per la vita di ogni persona, se si riesce a farne parte.
Val bene anche qualche lacrimuccia nell'epilogo, quando gli Dei si stringono in un'abbraccio da post-Odissea, e quando Roger, salutando un pubblico devastato ma ancora rapito, promette commosso un ritorno (with vengeance, speriamo).
Ma già così, beh... ho ancora fame di Rock.

(lower image courtesy of Fabio Graziano, the higher one... i just don't know)