buzzoole code A Paul's Life

domenica 26 agosto 2007

London Calling, Paolo Answering... Prologo


Oggi, alle 9:55 ora italiana,
Paolo prende il volo per Londra.

Segue cronaca.
Al ritorno, intendiamoci.






Alla faccia d'o cazz.

mercoledì 22 agosto 2007

Introducing Erri Potta end frenz...

Ok, me l'avete menata per mesi... "emmetticiunpo'didisegniin'stoblogputtanaeva!".
Eccovene uno.
Su commissione, e pure un po' legnoso, ma molto divertente da realizzare...
A voi, Harry, Ron ed Hermione, ovvero... la Compagnia del... ooops, sbagliato libro...




Sì, ok, Hermione fa cagare...



venerdì 10 agosto 2007

Seguendo la Massa a Massa

Giorno 1 - 4/8/2007

2.30 pm: Stazione Certosa di Pavia, lascio mamma a pochi passi dal sottopassaggio in prossimità della ferrovia. Al varco mi attendono il bellissimo Max e il sempre tonico Bone, accompagnati dalle rispettive madri, e dalle rispettive Panda. L'attesa meta è Marina di Massa, posto a me sconosciuto, ma ai più invece ben noto, vista la quantità di gente che mi dice di esserci stata. Io e Max, superata l'incognita "ostello o parassitismo nell'appartemento", soggiorneremo in loco fino a martedì sera; Bone invece va a unirsi al resto dell'allegro trenino a legna della compagnia fino al sabato successivo, ospite di un lussuoso (o Decisamente Ristrutturabile) appartamento in affitto vista cane semi-morto, dove l'unica regola è farla pagare cara a eventuali ospiti inattesi, quali io e Max ci apprestiamo a diventare.
In attesa del treno, in arrivo alle 3 (Max ha insistito perchè dessi sfoggio delle mie famose doti di traspirazione da tutta la superficie cutanea, come deduco dall'appuntamento tanto anticipato), ci si intrattiene allegramente con madri e figli, dicendone di ogni tipo, colore e forma.

Bone: Max, hai saputo che chi supera di 40 all'ora i limiti di velocità va in carcere?
Max:
Ma la multa te la danno?

Bone: No.
Max: Allora fa niente.

3.56 pm: Stazione di Voghera. Atmosfera da film western, e Max lanciatissimo in un assolo di minchiate. L'aria si raggela all'annuncio del ritardo del treno che ci avrebbe dovuto portare a Genova, dove, con un margine di tempo imbarazzante, ci attendeva la coincidenza per Marina di Massa. "Impossibile, baueraggio necessario, cari amici", dico loro.
L'aria si raggela ulteriormente all'arrivo dell'Agente di Borsa: un signore di mezza età si avvicina al trio, chiedendo soldi per dar da mangiare ai figli. Io e Bone intuiamo la magagna e rispondiamo con un "abbiamo la carta di credito". Max, di cuore buono, gli allunga due euro. Il signore si allontana per qualche secondo, poi si riattacca al benefattore, chiedendo almeno un altro euro (stavolta la ragione non era più nel sostentamento dei figli, ma nell'acquisto del biglietto). Max, dopo qualche minuto di negoziato, allunga anche un altro euro, sperando di scrollarselo di dosso.
Ma proprio a questo punto, il bisognoso rivela improvvisamente la sua vera identità di agente di borsa in incognito:
"Dai, facciamo che io tu mi dai 5 euro e io ti restituisco i tre!"
"No! Non ce li ho neanche 5 euro interi..."
"E allora facciamo 10! Mi dai 10 euro, e io ti dò il resto di 5!"
Il treno arriva e la minaccia è sventata.

4.15 pm: Ormai sfiduciato riguardo l'esito dell'assalto alla coincidenza, mi tuffo nel tubo di Pringles alla cipolla e erbe di vario tipo che i miei due compagni si rifiutano di condividere. Si ciucciano l'acqua, i bastardi. Nel nostro scompartimento, due ragazze (orrende, ahinoi) discutono alacramente di qualcosa che, al suono, sembra vagamente familiare. Origliando, emergono chiaramente prima un Lupin, poi uno Snape e finalmente un Potter: stanno parlando di Harry Potter 7, e appena la cosa diventa evidente Bone si fodera le orecchie di Ligabue (che spirito di sacrificio!) e Max si immerge nel Nintendo DS. È proprio Max (che nonostante le cuffie coglie ogni cosa) a lamentare timidamente lo spoileraggio a secco operato dalle due: visto che ho terminato la lettura del suddetto libro proprio mezz'ora prima di partire, si opta per lo scambio di posti con il Lamesta che è proprio accanto a una delle due.
Le ragazze, autodefinitesi Snippiste, ovvero fan di Severus Snape (come riesco a cogliere dopo un'iniziale voglia di esplodere in un riso dileggiatore) [Snape, in italiano, è Piton -- mi chiedo se l'eventuale traduzione di Snippista non possa essere Sorcino, vista la tremenda somiglianza tra Snape e Renato Zero], non sembrano complessivamente soddisfatte del romanzo, del quale discutiamo a grandi linee per qualche minuto. Mi dedico a una difesa abbastanza ritrosa, accompagnata dal tono impostato e dalla gesticolazione quasi fo-esca che
tanto divertono i giovani e meno giovani che diletto occasionalmente. Dopo qualche battuta, ci si comincia a ignorare allegramente, e, con Bone e Max immersi in mondi altri, non mi resta che desiderare l'abbraccio delle Pringles. Chiuse nello zaino.

4.48 pm: Salutate le Sorcine, comincia la Corsa d'Attacco. Anzi, d'Attracco. Un culo tremendo fa sì che il suddetto treno sia ad appena due binari da quello di arrivo, e che sia pure in ritardo. Dopo pochi istanti, facciamo conoscenza dell'Uomo con il Polpaccio più Brutto del Mondo (immaginatevi una fune avvolta su una patata, a mò di salame), di una Figa Straniera Paurosa, anch'ella dedita alla lettura di Harry Potter, 6 però, e in inglese (notiamo anche qualche scompartimento più in là una giovane dedita alla lettura del 7...), e del controllore, conosciuto come il Vecchio, grazie a un'infelice battuta di Max con la sua assistente.
Ci accomodiamo comodamente nel corridoio: Bone saluta ragazze a caso giustificandosi con un "eh, c'ho avuto una storia..."; tra una Pringles e l'altra, scopro di avere un'età celebrale di 80 anni, e penso dentro di me che è una figata pazzesca; e intanto, felice, Max si masturba con il DS.

7.00 pm:
Alla proposta di un megatorneo di Tekken 5 e con l'ostello in tutto esaurito, Max abbandona ogni ipotesi di soggiorno in un luogo che non sia l'appartamento. Però, l'oscura possibilità che qualcuno dell'Agenzia si faccia vivo per punire i due riottosi clandestini annebbia fino al giorno dopo l'altrimenti spensierata mente di Max, che, con il volgere della sera, si fa sempre più cupa.
Sistemate le nostre cose negli angoli della camera del sempre amichevole Bone, già si respira aria di casa: dall'altra parte della strada, si estende il fiero carrozzone della Festa della CGIL, e si odono i compagni mormorare Cuando esta noche! Cuando esta noche tramonta el sol, mon amour, mon amour...! Eh, la lotta di classe...

10.42 pm: Mangiati, lavati, pisciati e anche un po' sublimati, ci si dirige nel centro cittadino, dove l'attrazione principale sembra essere, per il momento, una graziosa sala giochi dove mi dedico per qualche tempo al Baueraggio più selvaggio. Nella posa e con l'espressione corrucciata tipica del Jack Bauerone Internazionale, uccido ogni essere virtuale a vista, salvo poi abbandonarmi alle violente manovre di polso del calcio balilla... solo per perdere vergognosamente, visto che sono stato costretto dalle circostanze ad andare in attacco (sì, Ste, non è solo colpa mia se abbiam perso...).

2.40 am: Rincasati, Max sembra aver ritrovato la sua gioia di bambino di 20 anni, grazie alla scoperta dell'esistenza di una piadineria. Sì, perchè il cinghiale solo di quello si nutre.
Mi appresto a gettarmi tra le braccia del butterato Morpheus, che però non sembra molto disposto a dimostrarmi affetto visto che a) tutti si precipitano in sala (che è la mia/di-Max camera da letto) a giocare a carte (e fin qui posso anche sopportare, riuscirei ad addormentarmi con il sottofondo del chiacchiericcio); b) Bone si dedica a ogni possibile tortura fisica e psicologica nei miei confronti, leggendomi l'Uomo Ragno addosso, sparandomi il flash della sua FOTTUTISSIMA fotocamera a un nanometro dalle pupille, ma soprattutto (con la collaborazione del mai dimenticato Mike, detto Crucio, viste le circostanze) lanciandomi in faccia una gragnola di palline di alluminio proprio quando dal dormiveglia stavo scivolando nel sonno vero e proprio.
Finita la partita e spente le luci, Max picchia uno scoreggione sismico degno del Martello di Thor e poi va a giocare a Tekken
, candido come un bimbo.

Giorno 2 - 5/8/2007

8.45 am:
Mi sveglio e mi riaddormento una decina di volte, attendendo che qualcuno mi svegli definitivamente. Un'inspiegabile tensione mi accoglie al risveglio. E al risveglio successivo. E a quello ancora dopo. Bah, sarà un brutto presentimento...
Grazie al risveglio a base di coccole ingiustificate da parte di SteMazzi, ragazza di Bone, inizia la giornata. In poco tempo, ma a intervalli diversi, tutti consumano la colazione. Ed è tempo di dirigersi in spiaggia. Con calma, non subito.

10.52 am: Il dolore. Il tremendo dolore dei sassi a devastare le piante dei piedi. Chilometri di spiaggia tutta sassi, e chilometri di battigia tutta sassi, chilometri di fondale tutto sassi. Che Dio maledica chi li ha inventati, sti fottuti sassi. E chi poi li ha portati in Toscana, sti sassi. Non state a sentire Crozza, portateli via i sassi dalla Toscana, và. Dopo essermi bucato un dito del piede e essermi disegnato uno sfregio sulla pianta dell'altro, avanzo via materassino più a largo, dove gran parte della compagnia è impegnata nelle solite attività ludiche in una zona
meno profonda a fondale sabbioso.
Qui nasce l'amore verso l'Amico Tonno, un grazioso pesce gonfiabile blu dalle pinne gialle, con il quale instauro una duratura amicizia. La gelosia è un brutto male però, e tre individui, StePuzzi, Germani e MarcoBellezzaFolgorante iniziano a contendersi l'affetto del povero essere in plastica. In una battaglia cruentissima, nella quale non sono stati risparmiati morsi, coltellate, citazioni delle canzoni di Max Pezzali e solletichi vari, io e il mio alleato MarcoBellezzaFolgorante riusciamo a prevalere sulla coppia StePuzzi - Germani. Campioni del Tonno! Campioni del Tonno!

2.30 pm: Primo pranzo vero e proprio, direttamente dalle mani della cuochessa Alice. Io e Max, vergognandoci come ladri del nostro parassitismo ma anche mossi da un sincero spirito propositivo, ci mettiamo a completa disposizione dello chef. E le conseguenze non mancheranno di essere catastrofiche, con moke ancora piene all'aria, pasta pronta che straborda ovunque, bicchieri distrutti e quant'altro. Asciugati i piatti e after the tazzuriella ' cafè, siesta.

2.55 am: Dopo il duello pomeridiano con la spiaggia assassina, e un'altra gargantuelica cena, ispezione del lungomare e del molo, con visita a un agghiacciante localino trendy che sembra avere in repertorio solo musica degli anni 80. Va bene tutto, ma dopo Fly Robin Fly... cioè, manca Orzowei e potrebbe anche venirmi voglia di morire.
Ritornati a casa, penso di avere la situazione in pugno. Penso: ok, li frego tutti stanotte, mi metto a disegnare, così poi non mi tormentano. Fatti due schizzi, e notata l'assenza di esseri umani, mi metto a dormire. Finalmente. In pace.

Giorno 3 - 6/8/2007

11.30 am: Io e l'Amico Tonno ci scambiamo confidenze in mare... aaah, quanto mi capisce lui, non come quegli altri esseri di carne. Lui è tenero... così tenero che si spezza con un grissino. NO TONNO, NON SPEZZARTI!

4.45 pm: È iniziata la mania del Nintendo DS. Tutti, e dico quasi tutti, vogliono un pezzo di quell'oggettino, vogliono la possibilità di infrangere un record che, provvidenzialmente, Max abbatte con il suo game successivo. Il nostro Ciccioboy si rifiuta persino di recarsi in spiaggia, impegnato com'è a controllare il punteggio di Eleonora, detta Ultron per la sua capacità di interfacciarsi con le apparecchiature cibernetiche. Tutti matti per DS, dicevamo, tranne StePuzzi, che legge Harry Potter 4, e Fabio, uno zombie vivente che, vagando disperato tra la Playstation e la sala, prepara la sua vendetta... Ah, e io, che dormo beatamente a qualsiasi ora del pomeriggio.

9.45 pm: http://picturestoriefuture.blogspot.com/2007/08/lira-di-fabio.html

1.30 am: Missione Viareggio. Andata all'insegna dell'argomento trans e poi dell'ormai mitico Cappuccino, nuovo sinonimo di prepuzio, centro focale di una disquisizione a metà tra un film di Tarantino e Sex and the City portata avanti da Mone, detto anche Er Matranga, che ne parla con un disprezzo tale da venire il sospetto che glielo abbiano strappato a morsi da bambino.
Viareggio passa in un flash e in una Coppa-gelato-della-quale-non-ricordo-il-nome. A questo punto, Fabio propone di andare a dileggiare omosessuali a Torre del Lago. Prevale un'iniziale entusiasmo... o meglio, sembra che l'obiettivo dichiarato sia solo una boutade... ma purtroppo no, l'obiettivo è davvero quello. Fortunatamente prevale la ragione, e il carrozzone si muove verso casa. Certo, arriveremmo.. se MarcoBellezzaFolgorante si decidesse a seguire le frecce che indicano "Marina di Massa"...

3.45 am:
Dopo la consueta partita a carte, che stavolta non sembra essere accompagnata da alcun tipo di tortura, mi addormento serenamente. Poi però inizia il monologo che mi tiene sveglio fino alle 4.30: Mike, detto Crucio (lo DEVO ribadire), profonde un soliloquio interminabile contrappuntato da interventi del pubblico come "dai Mike, basta, abbiamo sonno" e da risposte dell'istrione come "no, dai, ancora cinque minuti". Soffocando nel cuscino la rabbia per l'atto terroristico in corso, prendo finalmente sonno sulle impetuose note della Scoreggia Più Potente Mai Udita dall'Uomo, fabbricata dal sempre chirurgico Max, un suo personale modo di spirare prima di dormire.

Giorno 4 - 7/8/2007

11.34 am: Niente da fare, niente mare stamattina. Non c'avevo neanche voglia, a dire il vero. E allora cazzo mi lamento? Mi lamento perchè la Repubblica era finita e ho dovuto comprare il Corriere. Affranto, mi metto a disegnare Supergirl, e, benchè, abbia cannato del tutto le proporzioni, mi soddisfa alquanto.

2.23 pm: Fine dell'ultimo, giulianferraresco pranzo.

2.24 pm:
Tonno è morto. Èmmmortto.

5.30 pm: Ultimo, malinconico bagno, luce soffusa dal cielo nuvoloso e morte nel cuore per la scomparsa dell'Amico Tonno. "Imparato" l'uso del boccaglio, partitina a pallavolo o come-cazzo-si-chiama-quel-gioco-in-cui-ci-si-passa-la-palla-cercando-di-superare-il-record-di-palleggi in compagnia di StePuzzi e Crucio, e mi stupisco di essere capace di far rimbalzare la palla senza farla sfuggire anche per periodi di tempo superiori ai 15 secondi.
Cerco di rimandare il più possibile la fine del gioco, ma, viste le valigie da preparare, diventa necessario sfuggire all'abbraccio delle correnti marine, che mi premiano procurandomi un crampo al polpaccio.

7.45 pm: Salutati amici e amiche (in un rito molto interessante, con 4 persone buttate su un letto matrimoniale, 2 a farsi i cazzi loro e 2 a guardare quelle 2 persone farsi i cazzi loro), ricevute le ultime minacce di morte da Fabio (per la suddetta ammucchiata) e con in mano un pezzo di Parmigiano Reggiano, saliamo sul treno che ci porterà a casa. Il viaggio è un misto di deliri profetici di Max (Imparerai le vie del culo..., afferma), schizzi tremolanti a pennerellino, fallimenti in serie con i giochini di Super Mario DS e un'aleggiante odore di morte che permea il vagone intero.
Alle 23, dopo un ultimo monologo di Max sul legame tra il recente omicidio di Assago e gli incidenti stradali, intitolato Il Rasoio di Occam (eh, perchè... mi sembra logico... hai voluto farti sparare? eh? adesso muori, e ti sta bene... hai voluto bere? hai voluto andare veloce? adesso muori, e ti sta bene...), arriviamo in una Milano Rogoredo deserta, abitata da un solo, sperduto tamarro che non ha manco per le palle di andare a controllare gli orari dei al cartellone apposito, a pochi metri di distanza. E quando lo fa, mezz'ora dopo, rischia la vita. Beh, potevi anche morire, eh.

00.01 am: Dopo un quarto d'ora passato ad abbozzare l'atterraggio del possente corpo di Tia dallo spazio, io e Max scendiamo dal treno. Babbo Lamesta & The D'Alessandros ci aspettano nella Stazione di Certosa, ma, nonostante il nome da gruppo country, non si esibiscono nel loro repertorio.
Neanche il tempo di arrivare a casa e già mi sono incazzato come Sgarbi
, ma ho sonno, e me ne posso anche occupare domani...
... strano, credo di aver sentito un tuono in lontananza... eppure il cielo era terso...


Simpsonize Me Tonight


Oooh yeaaaah...

venerdì 6 luglio 2007

Due davanti e due di dietro...

... come faranno quattro elefanti a stare in una 500?

Due davanti e due di dietro.

(testo: Elio e le Storie Tese; immagini: repubblica.it)

venerdì 29 giugno 2007

So long, Superman...

Quella che vedete alla vostra sinistra, cari signori, è la copertina di un malloppone di 500 pagine (forse riuscite a intravedere la dicitura nell'immagine) contenente 49 storie dell'Uomo d'Acciaio, originariamente pubblicate nei numeri di Action Comics e Superman usciti a cavallo tra il giugno 1958 e il novembre 1959.
Acquistato nel settembre 2006, soltanto pochi giorni fa, il 25 giugno 2007, il vostro valente blogger è riuscito a voltare anche l'ultima pagina e rimetterlo in libreria a riposare per un po'... ok, non contando il fatto che in questo momento è qui accanto a me.
Ora, così sembra sia stata una sofferenza immane, ma, beh... piacere mio, Signora Silver Age, questo è poco ma sicuro.

L'immane e meraviglioso malloppo raccoglie e celebra in un'edizione sì economica ma coi fiocchi le prime storie
Silver Age dell'Azzurrone, storie che hanno cementato buona parte del cast di comprimari e della "mitologia" del supereroe, del materiale che è in parte sopravvissuto anche oltre alla rivoluzione di Crisis, almeno per alcuni caratteri generali.
Senza perdersi in complesse disamine nerdish, sappiate che nel volume regna e fiorisce l'ingenuità narrativa più pura. In senso positivo ovviamente. Ogni storia segue il più classico schema delle storie del periodo (minaccia inizialmente ineluttabile superata dall'astuzia e dalla forza dell'Eroe, e annessi), e ovviamente anche gli stilemi (narrazione autoconclusiva [tranne in un caso] o in brevi parti contenute nello stesso numero, storytelling compressissimo ma altrettanto limpido, dialoghi di rado tanto deliziosamente pletorici), ma tutte imperniate su idee l'una più "assurda" della successiva (e qui, cari Vertigo-dipendenti, sense of wonder a manetta), e tutte risolte con espedienti altrettanto (se non di più) surreali e fantasiosi (nonchè spassosissimi, leggere per credere). E, in particolare, viene il sospetto che Otto Binder, autore di molte delle storie contenute, si fumasse l'impossibile (e forse la roba girava anche parecchio tra i colleghi, visti i risultati...). Continuity? Il minimo essenziale. Realismo? Sono gli anni 50, baby! Personaggi a tinte fosche? Vada per un Lex Luthor scienziato pazzo o per un inarrestabile Brainiac.
Questo era la Silver Age pre-Marvel: storie brevi o brevissime, un gruppo minimo di personaggi ricorrenti legati indissolubilmente a leit-motiv irrisolvibili (ad esempio, l'amore poco corrisposto di Lois Lane per Superman, l'identità segreta di Clark Kent...), e, soprattutto, l'iconico, indistruttibile e intelligentissimo eroe protagonista, che, alla fine dell'episodio, "saves the day", riportando lo status quo. Il tutto in un'atmosfera di generale "luminosità" e leggerezza, di fiducia nel mondo, di positività. Niente tematiche scomode, il Comics Code lo impediva; molta sci-fi anni 50, anche perchè era il periodo del boom dei drive-in, dei film, delle riviste e dei romanzi fantastici, e questo materiale andava via come il pane, specie tra giovani e giovanissimi (eh, quando i fumetti erano ancora quasi solo per ragazzi...); molta sospensione dell'incredulità; molta autoironia da parte degli autori, e storie divertentissime, vere e proprie "favole della buonanotte" moderne (almeno, io le ho consumate così...).
Certo, poi venne Stan, e fra Fantastici Quattro e compagnia questa impostazione andò lentamente scemando, con una sempre più forte impronta soap-operistica (e con questo termine intendo serialità, con sottotrame che si dipanano per più numeri, storie sempre meno autoconclusive e indipendenti), con universi narrativi coerenti e sempre più "realistici". E questa è solo una constatazione, non voglio dare giudizi di valore o scegliere fazioni, perchè sono entrambe impostazioni che apprezzo, fintanto che non scadono nell'autoreferenzialità più becera e miope (vero, signor DiDio?). Perchè, come ogni produzione artistica e commerciale, anche il fumetto non può prescindere dal contesto socioculturale in cui è immerso, ma soprattutto dalla volontà degli autori di divertire il proprio pubblico nel modo più efficace possibile. E con il minor numero di pretese possibili (e anche qui, dipende dai contesti).
Tornando a noi, dopo questo compendio di ovvietà a beneficio dei meno esperti di fumetti, come posso esimermi dal parlare degli stupendi disegni racchiusi nel volume? Voglio dire, come tacere questi tratti di una sapienza invidiabile (anche se in fatto di dinamicità c'era ancora da imparare, l'era Kirby era alle porte...) di maestri come Al Plastino, Wayne Boring, Curt Swan, coadiuvati dalle chirurgiche e morbide chine di Stan Kaye? Cioè, nomi per voi assolutamente fuori dall'Universo, magari, ma gente che nel mestiere metteva l'anima, e si vede.
Insomma, questo volume è il classico jam-packed di azione, divertimento, fantasia e quella punta di romanticismo vecchia maniera che non fa mai male. Una gioia per gli occhi, una delizia per la mente, da consumarsi piano piano appena prima di spegnere il lume sul comodino. Giusto giusto per sognare meglio.

Beh, che dire... magari un post e una lettura con davvero poco appeal per i meno affiatati al mondo di carta e china (ho cercato di essere il più didascalico possibile solo per voi, belli di mamma)... e anche una difficile chiusura, indubbiamente... però, boh... son cose che aiutano a sognare. Spero di aver trasmesso un minimo dell'entusiasmo che mi ha percorso durante questa lunga cavalcata nel passato (cavalcata che andrà avanti, visto che ho qua accanto altri due matrangoni di 500 pagine l'uno...), e... boh... mi sembra di aver scritto un post inutile, ma glielo dovevo.

Balbettando, balbettando,
Freak Out!

mercoledì 27 giugno 2007

Il figlio di una delle cose in assoluto più belle del mondo

Per dare compimento a una sequela di post inutili che stanno determinando, immagino, il crescente numero di contatti che ricevo dall`estero (e guardate tra i counter qui a lato per credere), e per dare fondamento alle teorie di Lazarsfeld, per il quale i media danno status sociale ai loro "protagonisti", ecco la celebrazione di una leggenda:

lunedì 25 giugno 2007

Broken hearts are for assholes

Ok, avevo detto che non avrei messo altri video.. ma questo è importante...
Elio and the Troubled Stories featuring Ike Willis present a Frank Zappa song..

adesso basta video veramente però

La vendetta di una delle cose più belle del mondo anche se non è decisamente bella come quella di prima

...ovvero:

e questo conclude la parentesi di video idioti... per ora.

mercoledì 20 giugno 2007

What polar bear?

Minor spoiler alert per chi non ha ancora visto la 3rza Stagione di LOST!

martedì 19 giugno 2007

We saw action! We saw people!

Notte rock per gli irriducibili di Verona, notte di fottutissimo e bagnatissimo rock'n'roll. Puro. Elettricità nelle vene, nelle note, nelle vibrazioni di un'Arena che sembrava costruita apposta per tremare all'urlo finale di Won't Get Fooled Again. Lunedì 11 Giugno 2007 sarà marchiato nella mia vita come il giorno in cui ho visto negli occhi il Rock e lui mi ha fatto l'occhiolino.
Per tutta l'esistenza aspiri alla voce di un Roger Daltrey, non aspettandoti granchè vista l'età e i troppi sgoloni spaccamontagne con cui ha (più efficacemente, vista l'età e l'inevitabile usura) eccitato altri pubblici prima del nostro, per ogni secondo scalpiti per un Pete Townshend che spacchi l'aria calando inesorabile il plettro su una sei corde che è da sempre la sua estensione nell'eternità. Per tutta la vita, e purtroppo mai più, desideri di assistere alla devastante carica ritmica di un Keith Moon o ad adorare la chirurgica abilità e i sinuosi movimenti delle dita dell'impassibile John Entwistle.
Per tutta la vita, e poi gli imprevisti rendono il pasto ancora più appetibile.
Attraverso ore di pioggia a cascata, keeway a effetto condensa, voci spezzate dall'umidità (Roger, we forgive you -- anche se "he doesn't need to be forgiven" [cit.]) [presto narrate nelle Cronache dell'amico e compagno d'avventura Fabio Graziano -- ossequi alla consorte, ovviamente], la leggenda è risorta, gli Dei sono tornati all'Olimpo e, zoppicando, hanno aperto il culo a tutti.
A raffica, in un crescendo di acqua, fulmini, elettricità bioatmosferica e pura gioia di esistere si sono susseguite I Can't Explain, The Seeker, Substitute, Fragments, Who Are You, un'ora di pausa causa apocalisse, mezza Behind Blue Eyes prima che la voce di Roger Daltrey andasse a fare un giretto per Verona, e poi un devastante Pete Townshend-driven show a base di chitarre orgasmiche e di Let's See Action!, Eminence Front, Relay, Magic Bus, Baba O'Riley, The Real Me, Pinball Wizard, The Kids Are Alright, My Generation e Won't Get Fooled Again.
Ok, dopo il momento di panico generale della (seconda) momentanea sospensione del concerto, Roger non c'era più, era un Tom Waits che faceva i suoi ingressi il meglio possibile, come sempre, ma non era più lui. È stato Pete, appunto, a mandare avanti lo spettacolo, a dimostrarci come quel rock Elettrico, Adrenalinico, talmente Luminoso e Sublime che quando lo ascolti rende inutile ogni altra nota sentita in precedenza, stia in quell'incredibile chitarra monolitica e inattaccabile, in quella batteria e in quel basso profondo e asciutto la cui potenza echeggia anche oltre le mura della morte, in quella voce ora cavernosa ma fino a poco prima grandiosa e viva.
Questo val bene un'ora in piedi con la certezza dell'osteoporosi, val bene la caduta momentanea di un mito e la sua seconda ascesa seguente, val bene perdere quasi del tutto la voce perchè, pur di dare sostegno a quegli Dei, si canta ogni lettera, si urla ogni grido, ma soprattutto ci si unisce a quell'orgia collettiva, a quel rito estatico che è il grido finale di Won't Get Fooled Again. Uno dei momenti più alti per la vita di ogni persona, se si riesce a farne parte.
Val bene anche qualche lacrimuccia nell'epilogo, quando gli Dei si stringono in un'abbraccio da post-Odissea, e quando Roger, salutando un pubblico devastato ma ancora rapito, promette commosso un ritorno (with vengeance, speriamo).
Ma già così, beh... ho ancora fame di Rock.

(lower image courtesy of Fabio Graziano, the higher one... i just don't know)

lunedì 28 maggio 2007