Dall'orizzonte s'avvicinava triste un'onda,
amareggiata.
domenica 30 marzo 2008
sabato 29 marzo 2008
Smell Town
Sulla 95, puzzano tutti.
Sul 24, puzzano alcuni.
In metro, puzza tutto.
O c'ho la cacca nelle narici,
o i mezzi sono utilizzati
solo da puzzoni,
oppure, cara Milano,
sarebbe ora di lavarsi.
Sul 24, puzzano alcuni.
In metro, puzza tutto.
O c'ho la cacca nelle narici,
o i mezzi sono utilizzati
solo da puzzoni,
oppure, cara Milano,
sarebbe ora di lavarsi.
Paolo vi consiglia la Musica /1
In questo bel periodo di noia, inauguro un'altra bella rubrica.
Scrivere la recensione di Studentessi mi ha esaltato, e, per coltivare questa simpatica voglia di giocare a fare Dio sul sudore altrui, ho dato alla luce una bella rubrichetta in cui, sempre con il sorriso sulle labbra (e pensate che stavo per scrivere "rossetto"), vi consiglio settimanalmente (ovvero suino [cit.]) qualche bel disco che mi è capitato di sentuire.
Frankie Hi Nrg - DePrimo Maggio
"In Italia c'è lavoro, in qualche buco nero capita". Qui sta il fulcro del nuovo disco di Francesco di Gesù, un quasi-concept album che ritrae puntualmente e senza pietà l'Italia di oggi. E, in una Repubblica fondata sul lavoro, le tematiche della precarietà e della disoccupazione non possono che farla da padrona.
Ora, io non amo particolarmente il rap, ma quello del Signor Frankie (e Caparezza, avremo poi modo di parlarne) fa eccezione: si muovono i glutei, sì, ma allo stesso tempo, in quella mitragliata di parole, si intravedono un'intelligenza e una lucidità di sguardo davvero rara in Italia. Un vero schiaffo in bocca, insomma.
Poi, la cover di Chicco e Spillo di Samuele Bersani è un capolavoro.
Scrivere la recensione di Studentessi mi ha esaltato, e, per coltivare questa simpatica voglia di giocare a fare Dio sul sudore altrui, ho dato alla luce una bella rubrichetta in cui, sempre con il sorriso sulle labbra (e pensate che stavo per scrivere "rossetto"), vi consiglio settimanalmente (ovvero suino [cit.]) qualche bel disco che mi è capitato di sentuire.
Frankie Hi Nrg - DePrimo Maggio
"In Italia c'è lavoro, in qualche buco nero capita". Qui sta il fulcro del nuovo disco di Francesco di Gesù, un quasi-concept album che ritrae puntualmente e senza pietà l'Italia di oggi. E, in una Repubblica fondata sul lavoro, le tematiche della precarietà e della disoccupazione non possono che farla da padrona.
Ora, io non amo particolarmente il rap, ma quello del Signor Frankie (e Caparezza, avremo poi modo di parlarne) fa eccezione: si muovono i glutei, sì, ma allo stesso tempo, in quella mitragliata di parole, si intravedono un'intelligenza e una lucidità di sguardo davvero rara in Italia. Un vero schiaffo in bocca, insomma.
Poi, la cover di Chicco e Spillo di Samuele Bersani è un capolavoro.
particolarmente consigliate: Rivoluzione, Chicco e Spillo, Anoniman
Francesco Tricarico - Giglio
Tricarico è un personaggio fantastico. Che, grazie al cielo, vuole parlare solo attraverso la sua musica. Questo terzo lavoro è senz'altro più "maturo" dei precedenti, nel senso che ci si lascia alle spalle un po' del repertorio infantile che caratterizzava Tricarico e Frescobaldo nel recinto, per affidarsi alla "musica suonata" (con un insospettabile come Trilok Gurtu a impreziosire gli arrangiamenti). Non scompare però il gusto per i voli pindarici, la voglia di guardare il mondo con gli occhi di un bambino.
Tricarico è un personaggio fantastico. Che, grazie al cielo, vuole parlare solo attraverso la sua musica. Questo terzo lavoro è senz'altro più "maturo" dei precedenti, nel senso che ci si lascia alle spalle un po' del repertorio infantile che caratterizzava Tricarico e Frescobaldo nel recinto, per affidarsi alla "musica suonata" (con un insospettabile come Trilok Gurtu a impreziosire gli arrangiamenti). Non scompare però il gusto per i voli pindarici, la voglia di guardare il mondo con gli occhi di un bambino.
particolarmente consigliate: Un'altra possibilità, Vita tranquilla, Pomodoro, Cosa vuoi adesso, Ghiaccio
domenica 23 marzo 2008
Notti non insonni, ma con frequenti risvegli
Stanotte, ho dormito male,
perchè pensavo al cane,
ma io non ce l'ho, il cane.
Stanotte, ho dormito male,
perchè pensavo al gatto,
ma io al gatto,
mica ci pensavo.
Stanotte ho dormito male
perchè ho mangiato male,
ma non ho mangiato male.
E non fare quella faccia lì.
"E allora, prendi per il culo?"
No, è che son cazzi miei
perchè ho dormito male, scusa, eh.
perchè pensavo al cane,
ma io non ce l'ho, il cane.
Stanotte, ho dormito male,
perchè pensavo al gatto,
ma io al gatto,
mica ci pensavo.
Stanotte ho dormito male
perchè ho mangiato male,
ma non ho mangiato male.
E non fare quella faccia lì.
"E allora, prendi per il culo?"
No, è che son cazzi miei
perchè ho dormito male, scusa, eh.
giovedì 20 marzo 2008
Bella ni hao!
Una mattina, mi son svegliato
o bella, ni hao! bella, ni hao! bella, ni hao, ni hao, ni hao!
Una mattina, mi son svegliato
e ho trovato il Governo cinese.
O partigiano tibetano, portami via!
O bella, ni hao! O bella, ni hao! O bella, ni hao, ni hao, ni hao!
O partigiano tibetano, portami via,
che mi sento di morir!
Dedicato alle 100 persone assassinate e ai 200 arrestati
dal Governo cinese nel tentativo di soffocare la marcia pacifica dei manifestanti tibetani.
dal Governo cinese nel tentativo di soffocare la marcia pacifica dei manifestanti tibetani.
I dolori del cowbuoi
Laggiù, nell'Idaho,
fra mandrie di buoi,
c'è sempre qualcuno
che ruberà i tuoi.
E tu, mio cowbuoi,
che fai? ti scoraggi?
Sì?
Sei un perdente.
Piuttosto, onde prevenirne il furto,
apri una rosticceria.
E se non sei soddisfatto,
o ti lasci morire di fame,
o insegui i ladri,
o ti svegli da questo brutto sogno che è la vita.
Perchè in Idaho, lo san tutti,
Idahi ma non Ricevhi.
fra mandrie di buoi,
c'è sempre qualcuno
che ruberà i tuoi.
E tu, mio cowbuoi,
che fai? ti scoraggi?
Sì?
Sei un perdente.
Piuttosto, onde prevenirne il furto,
apri una rosticceria.
E se non sei soddisfatto,
o ti lasci morire di fame,
o insegui i ladri,
o ti svegli da questo brutto sogno che è la vita.
Perchè in Idaho, lo san tutti,
Idahi ma non Ricevhi.
mercoledì 19 marzo 2008
sabato 15 marzo 2008
Guida galattica per gli autostoppisti
Nel giro di poche ore, Arthur Dent, il nostro nevrotico e nevralgico protagonista, si vede privato dell'abitazione e del mondo natale, la Terra per l'appunto. In entrambi i casi, a causa della costruzione di un autostrada. Beh, ovvio, una delle due è interstellare. Comunque, grazie all'aiuto dell'amico Ford Perfect, alieno in trasferta forzata sul nostro pianeta, Arthur riesce a lasciare il nostro caro vecchio pianeta proprio mentre viene polverizzato dagli appaltatori della costruzione dell'autostrada, gli antipatici e sgradevoli vogon.
In queste otto righe è riassunto sì l'incipit del romanzo, ma anche l'evento più razionale dell'intera saga. Il resto, è un delirio che corre sul binario del surreale, dello stravolgimento di ogni logica fisica e probabilistica, un divertimento che sopravvive perfino alla fine dell'Universo.
Vi parlo di Guida galattica per gli autostoppisti, e seguiti, ovvero: Ristorante al termine dell'Universo; La vita, l'Universo e tutto quanto; Addio e grazie per tutto il pesce e Praticamente innocuo.
Di fatto, è difficile scrivere una semplice recensione di questa famosa trilogia di cinque libri. È già di per sè impossibile riassumerli, considerando che un sunto sicuramente non renderebbe giustizia a un ciclo che trae molta della sua genialità dall'improbabilità delle miriadi di cose che accadono, dallo stile, che definirei "cinico-buono" (etichetta questa estremamente riduttiva, lo riconosco), dalle spassossime digressioni che ne costellano le pagine e dai dialoghi stravaganti messi in bocca a quasi tutti i personaggi.
L'ho definito ciclo, ed è sicuramente il termine più adatto: questi cinque libri sono legati, ma fino a un certo punto. Si potrebbe chiudere un percorso alla fine del terzo romanzo, con i tre libri più brillanti della saga, ma ciascuno di essi riesce a essere moderatamente indipendente. Inoltre, gli ultimi due, i meno riusciti, si affermano con maggiore autonomia, ma dipendono necessariamente dalle vicende narrate nei libri precedenti. Ok, fine delle menate tecniche, dai.
Quindi, siete avvertiti: si comincia dall'inizio, e si consiglia caldamente di consumare il pacchetto nel più breve tempo possibile. E di rileggerli, sti benedettissimi libri. E ogni tanto di chiuderli e fermarsi un paio di minuti a rotolarsi per terra dal ridere.
Oh, a me è successo.
Quindi, se non posso farne una recensione vera e propria, ne faccio un'apologia? No. Perchè, come accennato, Addio e grazie per tutto il pesce e Praticamente innocuo non me lo consentono, mannaggia a loro. Addio è senz'altro una stupenda storia d'amore, ma non ha la verve iperspaziale dei capitoli precedenti. Praticamente innocuo è abbastanza deludente: fa poco ridere, è un po' incasinato, e il finale, benchè faccia sorridere, sembra piuttosto affrettato. Maledizione, Douglas, capisco gli editori alle calcagna, ma porca zozza...
Nonostante l'esplosivo finale e le risate che vi consumeranno l'intestino, chiudendo l'ultimo di questi grandiosi romanzi viene un attimino di saudade, perchè vieni a sapere che il geniale, benchè poco prolifico Douglas Adams è morto nel 2001, a soli 49 anni. L'ultima opera è la trasposizione cinematografica della Guida, che ora mi appresto a vedere, aspettando che, come il saggio Zarquon, anche lui, prima o poi, torni dal posto in cui è andato a cacciarsi.
Fino ad allora, non fatevi prendere dal panico.
In queste otto righe è riassunto sì l'incipit del romanzo, ma anche l'evento più razionale dell'intera saga. Il resto, è un delirio che corre sul binario del surreale, dello stravolgimento di ogni logica fisica e probabilistica, un divertimento che sopravvive perfino alla fine dell'Universo.
Vi parlo di Guida galattica per gli autostoppisti, e seguiti, ovvero: Ristorante al termine dell'Universo; La vita, l'Universo e tutto quanto; Addio e grazie per tutto il pesce e Praticamente innocuo.
Di fatto, è difficile scrivere una semplice recensione di questa famosa trilogia di cinque libri. È già di per sè impossibile riassumerli, considerando che un sunto sicuramente non renderebbe giustizia a un ciclo che trae molta della sua genialità dall'improbabilità delle miriadi di cose che accadono, dallo stile, che definirei "cinico-buono" (etichetta questa estremamente riduttiva, lo riconosco), dalle spassossime digressioni che ne costellano le pagine e dai dialoghi stravaganti messi in bocca a quasi tutti i personaggi.
L'ho definito ciclo, ed è sicuramente il termine più adatto: questi cinque libri sono legati, ma fino a un certo punto. Si potrebbe chiudere un percorso alla fine del terzo romanzo, con i tre libri più brillanti della saga, ma ciascuno di essi riesce a essere moderatamente indipendente. Inoltre, gli ultimi due, i meno riusciti, si affermano con maggiore autonomia, ma dipendono necessariamente dalle vicende narrate nei libri precedenti. Ok, fine delle menate tecniche, dai.
Quindi, siete avvertiti: si comincia dall'inizio, e si consiglia caldamente di consumare il pacchetto nel più breve tempo possibile. E di rileggerli, sti benedettissimi libri. E ogni tanto di chiuderli e fermarsi un paio di minuti a rotolarsi per terra dal ridere.
Oh, a me è successo.
Quindi, se non posso farne una recensione vera e propria, ne faccio un'apologia? No. Perchè, come accennato, Addio e grazie per tutto il pesce e Praticamente innocuo non me lo consentono, mannaggia a loro. Addio è senz'altro una stupenda storia d'amore, ma non ha la verve iperspaziale dei capitoli precedenti. Praticamente innocuo è abbastanza deludente: fa poco ridere, è un po' incasinato, e il finale, benchè faccia sorridere, sembra piuttosto affrettato. Maledizione, Douglas, capisco gli editori alle calcagna, ma porca zozza...
Nonostante l'esplosivo finale e le risate che vi consumeranno l'intestino, chiudendo l'ultimo di questi grandiosi romanzi viene un attimino di saudade, perchè vieni a sapere che il geniale, benchè poco prolifico Douglas Adams è morto nel 2001, a soli 49 anni. L'ultima opera è la trasposizione cinematografica della Guida, che ora mi appresto a vedere, aspettando che, come il saggio Zarquon, anche lui, prima o poi, torni dal posto in cui è andato a cacciarsi.
Fino ad allora, non fatevi prendere dal panico.
giovedì 13 marzo 2008
lunedì 10 marzo 2008
Amore non corrispondibile
M: Ma ricorda, non potremo mai essere altro che amici.
D: Perchè?

M: Perchè non sono umano -- Sono Marvex, il Super-Robot.
Il Super-Robot si spoglia rapidamente, mostrando il suo corpo metallico.
M: Perchè non sono umano -- Sono Marvex, il Super-Robot.
Il Super-Robot si spoglia rapidamente, mostrando il suo corpo metallico.
(grazie a Chris's Invincible Super-Blog)
sabato 8 marzo 2008
8 marzo
Festa della donna, festa della donna,
una festa molto bella, molto della donna.
Mimose, bacetti, regalini,
e loro ci fan danzar divini.
Belle, venerabili,
creature inarrivabili,
per grazia e intelligenza,
ti ruban la coerenza...
Ma per quanto mi piaccia assai lodarvi,
aspettandomi alcuna ricompensa,
nessun di voi calore mi dispensa,
per quanto sia romantico al parlarvi.
E quindi, mie odorate damigelle,
perpetuo la mia laude con riserva,
vorrei che ciò che dico un poco serva,
che di certo non mi puzzan mai le ascelle.
una festa molto bella, molto della donna.
Mimose, bacetti, regalini,
e loro ci fan danzar divini.
Belle, venerabili,
creature inarrivabili,
per grazia e intelligenza,
ti ruban la coerenza...
Ma per quanto mi piaccia assai lodarvi,
aspettandomi alcuna ricompensa,
nessun di voi calore mi dispensa,
per quanto sia romantico al parlarvi.
E quindi, mie odorate damigelle,
perpetuo la mia laude con riserva,
vorrei che ciò che dico un poco serva,
che di certo non mi puzzan mai le ascelle.
venerdì 7 marzo 2008
Animali
Ci sono un coccodrillo e un orango-tango.
Il coccodrillo sbadigliando attende
che dal ramo la scimmietta scende,
ma il mammifero burlone lo stupisce,
e sulla sua testa caghe e pisce.
Il coccodrillo sbadigliando attende
che dal ramo la scimmietta scende,
ma il mammifero burlone lo stupisce,
e sulla sua testa caghe e pisce.
Donne contro
Inauguriamo oggi una simpatica rubrica dedicata alle mie composizioni estemporanee. Enjoy.
Donna che ti tieni alla maniglia della metro
con due mani.
Donna che ti tieni alla maniglia della metro
di colore.
Ci hai seicento persone intorno
che non hanno spazio per respirare.
Vedi di staccare un braccio,
o chiamo Borghezio.
Donna che ti tieni alla maniglia della metro
con due mani.
Donna che ti tieni alla maniglia della metro
di colore.
Ci hai seicento persone intorno
che non hanno spazio per respirare.
Vedi di staccare un braccio,
o chiamo Borghezio.
giovedì 21 febbraio 2008
S.........i
Dopo cinque anni di attesa conscia o inconscia, è arrivato Studentessi. Davvero, l'album più atteso di Elio e le Storie Tese. In termini temporali, almeno.
Volevo tenermi tutto per stasera (scrivo il 20 febbraio, data di release), ma niente. Stamattina mi sono fermato alla prima edicola disponibile e l'ho comprato. Poi l'ho ascoltato praticamente mentre pranzavo. Poi l'ho ascoltato mentre andavo all'università. Poi l'ho ascoltato tornando dall'università. Poi l'ho ascoltato dopo essere tornato dall'università. Poi l'ho ascoltato preparandomi la cena. Poi lo riascoltato pezzo per pezzo mentre scrivevo la recensione che segue.
Per cui mi sento abbastanza sicuro di poter iniziare.
Studentessi
Ascoltatevela.
Plafone
Il disco esplode in uno strumentale progressive davvero emozionante, con tastiere a echeggiare i tempi d'oro della PFM (e si lambisce Impressioni di Settembre) e degli Emerson Lake & Palmer, con giusto qualche flautino e qualche chitarrina che non fanno mai male. Dopo tre minuti di estrema suggestione, Antonella Ruggero straripa in un canto candido, decantando le gioie del creare melodie sotto la doccia. Ma non semplici, quelle le san fare tutti. La voce sale, e sale anche l'incazzatura di Elio, vicino del piano di sotto il cui plafone si sta macchiando, inesorabilmente. Ma la vendetta arriverà all'assemblea di condominio, lo sappiamo.
Avrei pagato altri 15 euro perchè il pezzo andasse avanti altri 3 minuti, ma poi è tempo di...
Ignudi fra i nudisti
Il dramma estivo della scelta fra mare e montagna, chi vincerà?
Pezzo molto orecchiabile e easy, muy divertente. Ballabbile, anche. Simpatica la grandissima Giorgia, nel ruolo della compagna di Elio, che tenta di convincere l'altro ad andare ai monti, dove lo stesso si "romperebbe il cazzo". Gli effetti di voce qui sono divertentissimi, e fanno di una canzone strambissima una canzone ancora più strambissima.
Tristezza
Con questa canzone ho imparato che la tristezza va vissuta come valore positivo: che vergogna c'è nel mostrare a tutti un sentimento tanto autentico? Piangete cari amici, piangete.
Duetto Elio/Rocco Tanica in cui regna il vocoder su un cantato a una metrica assurda (e che mi ha fatto godere tantissimo), il tutto infarcitissimo di interventi di fiati vecchio stile. Insomma, un agile boogie che entra nella mente in pochi istanti. E non ti lascia triste, paradossalmente.
Heavy Samba
Quando il chill-out rompe le balle e impedisce di copulare, lì c'è bisogno di Heavy Samba.
Il pezzo inizia bossa nova, continua hard rock, finisce samba. E c'è pure una barzelletta cinese. Una canzone non-canzone che vede protagonista Irene Grandi, più rock che mai (e vi tremeranno le casse, cari amici), e Cesareo, che si profonde, oltre che con la solita perizia chitarrista, in una prova canora davvero sorprendente. Per la gioia dei posteri, condensato di citazioni dei Ssseppelin in ogni dove.
Che dire... Sublime.
Gargaroz
La canzone dell'estate 2008 ci racconta il dramma dell'asportazione delle tonsille, e del loro mercato clandestino sull'Internet. Testo delirante, motivo orecchiabile all'ossessione, finale praticamente in trip acido. Non smetterete di riascoltarla mai. Grazie a Jantoman per il gargaroz, gurguriz, gorgoraz, e grazie a Faso, c'è il suo zampino ovunque.
Anche questa è bbballabbile.
Suicidio a Sorpresa
Suite in cinque parti di ispirazione quasi broadwayana: meglio i Sadistic o i Profanatic? Ma soprattutto, cosa si cela nei microsolchi dei gruppi death metal? Semplice: messaggi rassicuranti, tipo "telefona se fai tardi che se no sto in pensiero".
Il pezzo, nel complesso, è assolutamente geniale: le forze congiunte di Paola Cortellesi, voce sempre deliziosa, degli Elios e di Demo Morselli, grande rentrée all'arrangiamento fiati (anche in Ignudi fra i Nudisti, Tristezza, Parco Sempione e Supermassiccio, ma qui soprattutto), la rendono una delle più splendenti tra le tante gemme di questo disco. E il pezzo di supermetalloduro (l'Andante con Moto) con i messaggi al contrario è da sventrarsi dalle risate.
Poi, finale a sorpresa! (oddio, basta leggere il titolo...)
La Lega dell'Amore
Per una politica del sole, cuore, amore. Vota la Lega dell'Amore.
Duetto Bisio-Elio di grande fama, già portato in giro per tutta Italia nel tour di due anni fa, Coesi se vi pare, con un arrangiamento leggermente differente, qualche campionamentino divertente e una parentesi strumentale molto molto simpatica. Ma passiamo alla grandissima...
Indiani (A Caval Donando)
Quando finirà la spirale di incomprensioni tra cowboy, disperatamente intenzionati a scusarsi per la morte e la distruzione provocati in passato, e indiani, che rifiutano i doni degli ex-agguerriti oppositori?
Non lo so.
Intanto, godiamoci questa canzone che, a metà tra Ennio Morricone, Memo Remigi e quelle belle musiche da saloon complete di "epa! epa! epa!", ci descrive il drammatico itinerario di un cowboy presso tutte le tribù esistenti, che costantemente gli rifiutano il dono di pace. Arriva persino un Watusso, che però non c'entra niente.
Un pezzo divertente e coinvolgente, che vi farà saltare per la stanza sparando in aria per la gioia, nella tradizione dei festeggiamenti palestinesi. Tanto che io mentre l'ascolto picchio forte il piede a terra, che voglio andare nel West e sputare nelle sputacchiere e fare le quadriglie con le prostitute e quelle cose lì.
Supermassiccio
Pezzo che trasuda discomusic di una volta, ma parla sostanzialmente della fine della vita per come la conosciamo ora. Il tutto impreziosito da un testo bello surreale come ci piace a noi, dai fiati alla Earth, Wind & Fire e dalla presenza di Guido Meda, che fa molto ridere. Grado di ballabbilità alto.
La risposta dell'Architetto
Il pezzo che mi piace meno.
Mangoni fa molto ridere, lo sfottò di MondoMarcio ci sta, le censurette finte che fanno tanto pezzo di 50 cents sono una gran trovata. Ma manca qualcosa, quel qualcosa che me la farebbe ascoltare un casino di volte.
Parco Sempione
L'iperanticipatissimo hit sigle del Complessino: un'analisi del complesso rapporto tra frequentatori dei parchi pubblici per relax e bonghisti incapaci, alla quale si intreccia la critica all'amministrazione comunale/provinciale milanese, rea di buttare giù (alla vigliacca, per di più) parchi uno dietro l'altro, per poi uscirsene con propostine tipo l'ecopass.
Musicalmente, come al solito, pezzo estremamente stratificato, dalle sonorità molto zawinuliane, specie la linea di basso del Fasacci (che ci fa sempre venire). Parentesi in dialetto milanese divertentissime, geniale parodia dei soli delle grandi voci della world music (tipo, a me è venuto in mente il Nusrat Fateh Ali Khan in Signal to Noise di Gabriel -- poi saprete dirmene di più azzeccati). Cori nella parte iniziale in bilico tra l'african e l'indiginazione meneghina, di un'ottava sotto, grande effetto, poi nel secondo ritornello partono i fiati del Demone Morsellone e non li tiene più nessuno: esplode l'incazzatura, ed entrano pure i vocioni femminili a spaccare ogni cosa.
Grandissimo.
Il Congresso delle Parti Molli
E se il buco del membro venisse eletto alla guida del corpo umano?
Una sagace metafora dell'Italia di oggi, con un bel rockettino dal testo un po' intorcicato (e ci credo che l'abbiano rimaneggiato fino all'ultimo), in cui spicca la presenza di Johnny Deep (con due e), di Sergio Endrigo e molte altre cose belle, tra cui la morte per eccitazione.
Single
"Viva il letto a una piazza per l'amante di razza", canta il Paolone Panigada. E come dargli torto? Semplice, non gli diamo torto, perchè è vero. Un liscione sintetico divertente e senza pretese, che si tinge di commozione. Ancora e sempre grazie, Feiez.
Effetto Memoria
Uno dei pezzi migliori del gruppo. O meglio, quattro dei migliori pezzi del gruppo: infatti, Effetto Memoria è scandito dal passare delle stagioni, e pertanto si compone di quattro mini-brani piazzati in diverse parti del disco. Si parla, in modo quasi dickensiano, di memoria del passato che ci fa scordare il presente, di memoria del presente che è inutile, di memoria del futuro e sopratutto di...
...che stavo dicendo?
Uhm...
Boooh.
Allora, per quel che ne posso dire dopo appena 5 ascolti consecutivi, Studentessi è un grandissimo disco, bellissimo, da riascoltare duemila volte, e ogni volta te ne ri-innamori. Non raggiunge gli apici di genialità di Italian e Eat the Phikis, ma a un certo punto che cazzo me ne frega!
Quindi, noi ci risentiamo per il disco di Frankie Hi Nrg, ma intanto...
gargaroz...
gargaroz...
the gargaroz...
Volevo tenermi tutto per stasera (scrivo il 20 febbraio, data di release), ma niente. Stamattina mi sono fermato alla prima edicola disponibile e l'ho comprato. Poi l'ho ascoltato praticamente mentre pranzavo. Poi l'ho ascoltato mentre andavo all'università. Poi l'ho ascoltato tornando dall'università. Poi l'ho ascoltato dopo essere tornato dall'università. Poi l'ho ascoltato preparandomi la cena. Poi lo riascoltato pezzo per pezzo mentre scrivevo la recensione che segue.
Per cui mi sento abbastanza sicuro di poter iniziare.
Studentessi
Ascoltatevela.
Plafone
Il disco esplode in uno strumentale progressive davvero emozionante, con tastiere a echeggiare i tempi d'oro della PFM (e si lambisce Impressioni di Settembre) e degli Emerson Lake & Palmer, con giusto qualche flautino e qualche chitarrina che non fanno mai male. Dopo tre minuti di estrema suggestione, Antonella Ruggero straripa in un canto candido, decantando le gioie del creare melodie sotto la doccia. Ma non semplici, quelle le san fare tutti. La voce sale, e sale anche l'incazzatura di Elio, vicino del piano di sotto il cui plafone si sta macchiando, inesorabilmente. Ma la vendetta arriverà all'assemblea di condominio, lo sappiamo.
Avrei pagato altri 15 euro perchè il pezzo andasse avanti altri 3 minuti, ma poi è tempo di...
Ignudi fra i nudisti
Il dramma estivo della scelta fra mare e montagna, chi vincerà?
Pezzo molto orecchiabile e easy, muy divertente. Ballabbile, anche. Simpatica la grandissima Giorgia, nel ruolo della compagna di Elio, che tenta di convincere l'altro ad andare ai monti, dove lo stesso si "romperebbe il cazzo". Gli effetti di voce qui sono divertentissimi, e fanno di una canzone strambissima una canzone ancora più strambissima.
Tristezza
Con questa canzone ho imparato che la tristezza va vissuta come valore positivo: che vergogna c'è nel mostrare a tutti un sentimento tanto autentico? Piangete cari amici, piangete.
Duetto Elio/Rocco Tanica in cui regna il vocoder su un cantato a una metrica assurda (e che mi ha fatto godere tantissimo), il tutto infarcitissimo di interventi di fiati vecchio stile. Insomma, un agile boogie che entra nella mente in pochi istanti. E non ti lascia triste, paradossalmente.
Heavy Samba
Quando il chill-out rompe le balle e impedisce di copulare, lì c'è bisogno di Heavy Samba.
Il pezzo inizia bossa nova, continua hard rock, finisce samba. E c'è pure una barzelletta cinese. Una canzone non-canzone che vede protagonista Irene Grandi, più rock che mai (e vi tremeranno le casse, cari amici), e Cesareo, che si profonde, oltre che con la solita perizia chitarrista, in una prova canora davvero sorprendente. Per la gioia dei posteri, condensato di citazioni dei Ssseppelin in ogni dove.
Che dire... Sublime.
Gargaroz
La canzone dell'estate 2008 ci racconta il dramma dell'asportazione delle tonsille, e del loro mercato clandestino sull'Internet. Testo delirante, motivo orecchiabile all'ossessione, finale praticamente in trip acido. Non smetterete di riascoltarla mai. Grazie a Jantoman per il gargaroz, gurguriz, gorgoraz, e grazie a Faso, c'è il suo zampino ovunque.
Anche questa è bbballabbile.
Suicidio a Sorpresa
Suite in cinque parti di ispirazione quasi broadwayana: meglio i Sadistic o i Profanatic? Ma soprattutto, cosa si cela nei microsolchi dei gruppi death metal? Semplice: messaggi rassicuranti, tipo "telefona se fai tardi che se no sto in pensiero".
Il pezzo, nel complesso, è assolutamente geniale: le forze congiunte di Paola Cortellesi, voce sempre deliziosa, degli Elios e di Demo Morselli, grande rentrée all'arrangiamento fiati (anche in Ignudi fra i Nudisti, Tristezza, Parco Sempione e Supermassiccio, ma qui soprattutto), la rendono una delle più splendenti tra le tante gemme di questo disco. E il pezzo di supermetalloduro (l'Andante con Moto) con i messaggi al contrario è da sventrarsi dalle risate.
Poi, finale a sorpresa! (oddio, basta leggere il titolo...)
La Lega dell'Amore
Per una politica del sole, cuore, amore. Vota la Lega dell'Amore.
Duetto Bisio-Elio di grande fama, già portato in giro per tutta Italia nel tour di due anni fa, Coesi se vi pare, con un arrangiamento leggermente differente, qualche campionamentino divertente e una parentesi strumentale molto molto simpatica. Ma passiamo alla grandissima...
Indiani (A Caval Donando)
Quando finirà la spirale di incomprensioni tra cowboy, disperatamente intenzionati a scusarsi per la morte e la distruzione provocati in passato, e indiani, che rifiutano i doni degli ex-agguerriti oppositori?
Non lo so.
Intanto, godiamoci questa canzone che, a metà tra Ennio Morricone, Memo Remigi e quelle belle musiche da saloon complete di "epa! epa! epa!", ci descrive il drammatico itinerario di un cowboy presso tutte le tribù esistenti, che costantemente gli rifiutano il dono di pace. Arriva persino un Watusso, che però non c'entra niente.
Un pezzo divertente e coinvolgente, che vi farà saltare per la stanza sparando in aria per la gioia, nella tradizione dei festeggiamenti palestinesi. Tanto che io mentre l'ascolto picchio forte il piede a terra, che voglio andare nel West e sputare nelle sputacchiere e fare le quadriglie con le prostitute e quelle cose lì.
Supermassiccio
Pezzo che trasuda discomusic di una volta, ma parla sostanzialmente della fine della vita per come la conosciamo ora. Il tutto impreziosito da un testo bello surreale come ci piace a noi, dai fiati alla Earth, Wind & Fire e dalla presenza di Guido Meda, che fa molto ridere. Grado di ballabbilità alto.
La risposta dell'Architetto
Il pezzo che mi piace meno.
Mangoni fa molto ridere, lo sfottò di MondoMarcio ci sta, le censurette finte che fanno tanto pezzo di 50 cents sono una gran trovata. Ma manca qualcosa, quel qualcosa che me la farebbe ascoltare un casino di volte.
Parco Sempione
L'iperanticipatissimo hit sigle del Complessino: un'analisi del complesso rapporto tra frequentatori dei parchi pubblici per relax e bonghisti incapaci, alla quale si intreccia la critica all'amministrazione comunale/provinciale milanese, rea di buttare giù (alla vigliacca, per di più) parchi uno dietro l'altro, per poi uscirsene con propostine tipo l'ecopass.
Musicalmente, come al solito, pezzo estremamente stratificato, dalle sonorità molto zawinuliane, specie la linea di basso del Fasacci (che ci fa sempre venire). Parentesi in dialetto milanese divertentissime, geniale parodia dei soli delle grandi voci della world music (tipo, a me è venuto in mente il Nusrat Fateh Ali Khan in Signal to Noise di Gabriel -- poi saprete dirmene di più azzeccati). Cori nella parte iniziale in bilico tra l'african e l'indiginazione meneghina, di un'ottava sotto, grande effetto, poi nel secondo ritornello partono i fiati del Demone Morsellone e non li tiene più nessuno: esplode l'incazzatura, ed entrano pure i vocioni femminili a spaccare ogni cosa.
Grandissimo.
Il Congresso delle Parti Molli
E se il buco del membro venisse eletto alla guida del corpo umano?
Una sagace metafora dell'Italia di oggi, con un bel rockettino dal testo un po' intorcicato (e ci credo che l'abbiano rimaneggiato fino all'ultimo), in cui spicca la presenza di Johnny Deep (con due e), di Sergio Endrigo e molte altre cose belle, tra cui la morte per eccitazione.
Single
"Viva il letto a una piazza per l'amante di razza", canta il Paolone Panigada. E come dargli torto? Semplice, non gli diamo torto, perchè è vero. Un liscione sintetico divertente e senza pretese, che si tinge di commozione. Ancora e sempre grazie, Feiez.
Effetto Memoria
Uno dei pezzi migliori del gruppo. O meglio, quattro dei migliori pezzi del gruppo: infatti, Effetto Memoria è scandito dal passare delle stagioni, e pertanto si compone di quattro mini-brani piazzati in diverse parti del disco. Si parla, in modo quasi dickensiano, di memoria del passato che ci fa scordare il presente, di memoria del presente che è inutile, di memoria del futuro e sopratutto di...
...che stavo dicendo?
Uhm...
Boooh.
Allora, per quel che ne posso dire dopo appena 5 ascolti consecutivi, Studentessi è un grandissimo disco, bellissimo, da riascoltare duemila volte, e ogni volta te ne ri-innamori. Non raggiunge gli apici di genialità di Italian e Eat the Phikis, ma a un certo punto che cazzo me ne frega!
Quindi, noi ci risentiamo per il disco di Frankie Hi Nrg, ma intanto...
gargaroz...
gargaroz...
the gargaroz...
domenica 17 febbraio 2008
Credevo di essere più vicino...
E anche l'uomo col cappello è tornato.
E con lui il film d'avventura vecchia maniera.
Grazie Steven, grazie George, ma soprattutto... grazie Harrison.
E con lui il film d'avventura vecchia maniera.
Grazie Steven, grazie George, ma soprattutto... grazie Harrison.
mercoledì 13 febbraio 2008
Strike is over if you want it
Dopo 100 giorni, l'ormai leggendario sciopero degli sceneggiatori statunitensi è finito, con il voto dei membri del sindacato che ieri ha deciso per la cessazione delle ostilità e l'avvallamento dell'accordo.
Un "prego" al sindacato WGA che ci ha ringraziato per il supporto dimostrato anche dai noi fan (nel mio piccolo, il bannerino qui a sinistra e tutta la mia stima morale).
E ora, tutti al lavoro, che voglio vedere le puntate nuove di House.
p.s.: per tutti gli aficionados di serie via boomdotto, ecco una lista aggiornata di quali serie torneranno, come, perchè... insomma, avete capito.
Un "prego" al sindacato WGA che ci ha ringraziato per il supporto dimostrato anche dai noi fan (nel mio piccolo, il bannerino qui a sinistra e tutta la mia stima morale).
E ora, tutti al lavoro, che voglio vedere le puntate nuove di House.
p.s.: per tutti gli aficionados di serie via boomdotto, ecco una lista aggiornata di quali serie torneranno, come, perchè... insomma, avete capito.
giovedì 7 febbraio 2008
mercoledì 6 febbraio 2008
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