buzzoole code A Paul's Life: In/On writing...

martedì 20 novembre 2007

In/On writing...

Scrivere è un gran brutto mestiere. Ed è quello che voglio fare da quando ho capito di poterlo fare. E di saperlo fare, anche solo discretamente.
Scrivere è sacrificio, di tempo, energie mentali, di anima, spillata goccia a goccia. Perchè ci si mette in gioco, si dà via il culo: un uomo e le sue parole sulla pubblica piazza, così. E c'è chi ci trova della vanità in questo, ed è indubbiamente vero; c'è chi ci trova masochismo, ed è sacrosanto; c'è chi, da invidioso, cerca di "rubare le carte", magari cambiando qualche parola e incollandosi un attimo di vita altrui sul proprio spaziotempo, "vanità" su vanità, o forse perchè si genera tanta compassione a crocefiggersi (e lo dico perchè una volta l'ho fatto anch'io -- senza risultato).
In questo periodo, ho ricominciato a scrivere e a disegnare molto. Ispirazione... voglia... Chi mi conosce personalmente tra voi, sa della mia passione viscerale per entrambi, probabilmente "sopravvalutando" la mia più visibile propensione all'illustrazione. Ma scrivo. Con piacere immenso. Mi porto sempre dietro i miei moleskine o varianti, un po' perchè fa figo, un po' perchè se c'è un'idea scappa e io poi sicuramente la dimentico, anche se finisco per scriverci su solo troiate; quando vado in cartoleria, oltre a razziare le biro al gel e le matite (adooooro scrivere a matita), c'è sempre la tentazione di pigliarsi qualche quadernetto o un block notes (ho sempre in mente l'immagine epica di un Mark Millar o di un Grant Morrison intenti a stendere righe su righe di una scrittura fittissima che andrà a costruire chissà quali Universi di finzione). Sì, forse è solo l'immagine dello scrittore a spingermi a scrivere, a volte. Ma tant'è.
Poi c'è il blog. Il blog lo trascuro tantissimo. Ma è perchè cambio ogni volta opinione sul mio cucciolotto: il tema fondamentale è la sua inutilità, ma un'inutilità che lo rende indispensabile. Cerco di non farlo diventare un'accozzaglia di cazzi miei, ma, come in questo caso, i cazzi miei ci finiscono lo stesso. Una volta recensivo molta roba. Ricomincerò. È solo che adesso non ho voglia. Recensisco tutt'ora, in realtà. Vedrete. Ho trovato il modo di unire scrittura e fumetti, sfogando un po' della mia tradizionale tendenza a polemizzare. Vedrete.
Poi ci sono sempre i miei iperprogettoni: c'è la mia trilogia sui vampiri, che mi porto dietro da sei anni ormai; c'è Milky Way Man, anche lui, da almeno sette/otto anni, tra varianti e ripensamenti che caratterizzano tutto quello che scrivo. Poi c'è SuperYeah... anche lui, un paio d'anni che sta crescendo, ma non è ancora maturo. [E pensare che fino a non molto tempo fa non volevo parlarne.] Poi appunti estemporanei, canzoncine, opere rock, soggetti per film zero-budget, tutto che va a incagliarsi contro la scogliera del tempo che manca. Ma ci sarà tempo. Sono uomo di fede, in fondo.
Ho voglia di scrivere, dicevo. E più passa il tempo, più mi accorgo che ho bisogno di sapere cose che non so, sullo scrivere, su ciò che scrivo (e soprattutto su quello). E più mi fermo a imparare queste cose, meno scrivo. Però, paradossalmente, meno scrivo, più imparo, più le idee si accatastano.
Ecco, tutto questo per dirvi, che se in futuro qui sopra ci troverete qualche delirio in più, è perchè sto cercando di equilibrare tutto, in barba al tempo che scappa.
Scrivere è bel pezzo della mia vita. Questa era solo una scusa per farlo.

5 commenti:

  1. Wow Paolo, questa sì che è una vera e prorpia dichiarazione d'amore per la scrittura leggendo questo post, ho capito che ami davvero molto scrivere anche se a volte(come dici tu) sui tuoi oserei dire mitici blocknotes scrivi solo troiate(che per me sono sempre troiate "geniali").Cmq detto questo, continua scrivere Paul sforna sempre nuove idee e noi, saremo sempre lì per ascoltarle...(spero si sia capito qlc..)

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  2. Scrivere è na gran bella cosa, scrivere addestrando la scrittura lo è ancora di più... anche a me non dispiace scrivere, è un metodo per sfogarsi, peccato che sia una pessima addestratrice o che non abbia voglia di esserlo, dipende dai casi! lol! Comunque... io credo che sia normale finire per parlare dei cavolacci propri, alla fine il blog serve anche a questo no?! per condividere parte della tua vita con le persone per cui scrivi... bacino

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  3. Paolo, ma te sei di un fuorismo....!
    Tu scrivi quello che vuoi, quello che ti senti... vita, recensioni, apprezzamenti, insulti, progetti...
    Proprio perchè si scrive per se stessi, non per gli altri!
    Poi tanto chi ti conosce e chi ha voglia di leggere i tuoi interventi lo fa ben felice in qualsiasi caso!
    Lo scrivere è bello si se uno ne è capace e allora in quel caso diventa bello per gli altri, con qualsiasi argomento trattato... invece per chi "il senso compiuto di una frase" puo' essere un optional della fiat, lo puo' fare giusto come valvola di sfogo..
    E vista la tua estrema propensione, scriva bèla madunasa! (che tradotto dal latino antico vuole dire esattamente "onoraci con le tue sacre scritture, fonte di nostro piacere ed indiscusse trame che ci possono sempre appassionare"...mah!)

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  4. quando finisci superyeah ti regalo un moleskine rilegato in pelle di coscia di bionda, per appuntare le idee per il prossimo fumetto.
    paolo rullè.

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  5. Credo che scrivere possa essere tante volte uno sfogo... spesso mi metto a scrivere le mie emozioni, i miei ricordi e alla fine mi sento sereno. I momenti brutti si possono superare anche così. Scrivendo, oppure rileggendo le cazzate che il tuo amico Paolo ha scritto in passato sul suo quadernetto nero. Credo che questa abitudine non la devi proprio perdere fetido amico mio! Continua a regalarci cazzate esponenziali e post riflessivi come questo...

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