buzzoole code A Paul's Life: Best of the Week /2

lunedì 19 gennaio 2009

Best of the Week /2

Bentornati!
Figata, non credevo neanch'io di riuscire a scriverne un secondo! Comencem...

"Quest'oggi, siamo qui riuniti perchè abbiamo scelto la speranza alla paura..."

Allora, finito Doctor Who (con somma gioia dei miei amici, che si erano sorbiti lodi sperticate e citazioni insensate ad ogni ora del giorno e della notte, NdP). Serie davvero gagliarda, appassionante, immaginificosa: troppi aggettivi, e manco la settimana scorsa ve ne ho parlato molto.
Trattasi delle pazze avventure dell'ultimo Signore del Tempo, una razza aliena che difende l'integrità spaziotemporale del creato. Costantemente accompagnato da una ragazza, viaggia nel tempo e nello spazio, spinto dalla pura curiosità, ma si trova regolarmente al cospetto di qualche brutto ceffo da sconfiggere, armato praticamente solo di un cacciavite sonico e della sua TARDIS, la sua macchina del tempo.
Recuperato da mamma BBC quattro anni or sono, la serie rispolvera un sense of wonder che manca da tempo alla televisione, forse un po' inquinata da un realismo un po' troppo imperante, con l'obiettivo di una freschezza di storia e stile che sa davvero di "senza tempo". Quindi, episodi divertentissimi, un po' pazzi, con un pizzico di sana morale in fondo, e conditi di englishness in ogni fotogramma. Non vedo l'ora che arrivi Pasqua con il nuovo episodione. Peccato che il protagonista, David Tennant, sarà sostituito alla fine di questo ciclo di speciali del 2009. Tutte le cose, d'altronde, finiscono.

E infatti, sta volgendo al termine anche una delle serie di fantascienza più importanti di questo decennio, Battlestar Galactica, di cui avevo già parlato in passato. È stata appena trasmessa l'undicesima puntata della quarta serie, Sometimes a greater notion, prima dell'infornata finale che porterà alla chiusura di questo pezzo di televisione mondiale. Beh, che dire, una cannonata in pieno petto che trascende i pur numerosi twist dell'episodio. Indispensabile.

Partita anche la quinta stagione di Lost, una serie ormai per veri credenti, parafrasando il titolo di una vecchia puntata "Uomo di scienza, uomo di fede". Beh, chi doveva abbandonare l'ha sicuramente fatto alla fine dell'anno scorso, e ora i veri credenti si godono l'inizio del rush finale.

L'ho recensito qui, per cui doppio marchettone, ma è finalmente uscito il nuovo disco di Pacifico, uno dei miei cantautori preferiti, una delle eccellenze (brutta parola, conta il concetto) della musica italiana. Ho avuto anche la possibilità di intervistarlo, come leggete qui. (Tra l'altro, è anche uscita la rece a un album abbastanza bello, ZeroUno.2, secondo prodotto dell'ensemble degli ZeroUno: leggete e ascoltatene tutti al loro MySpace).
Sempre a proposito di dischi, oltre all'onnipresente best degli E.L.O., che sta andando in autocombustione digitale, ho recuperato Hurricane di Grace Jones: la pantera nera "pompa di brutto", seduce, incanta e scatena un caos interiore difficilmente descrivibile. O forse è la polenta. No, va beh, bel disco. Eccovene una prova.
Recuperato anche Live at the Roxy Theater del grandissimo Brian Wilson, un live praticamente perfetto, dalle armonizzazioni vocali davvero abbacinanti: che dire, sempre attuale. Ve ne dò comunque prova.



Nota relativamente più culturale: finita quasi d'un fiato la lettura di Psicomagia di Alejandro Jodorowski, un pazzo eccentrico mezzo mago mezzo sceneggiatore, che ha messo a punto questa disciplina, la psicomagia, basata fondamentalmente sull'inversione del voodoo. Ovvero, il nostro, conosciuta la storia familiare del suo "paziente", elabora un atto psicomagico, che si compie attraverso atti simbolici (piccoli riti e quant'altro). Il libro è una lunga intervista a questo bizzarro personaggio, che riesce davvero a far luce su molti aspetti della nostra psiche un po' troppo razionalizzati dalla nostra forma mentis culturale. Lettura in ogni caso consigliata e interessante. Grazie Germix per il prestito.



Per chiudere, un must: lo yogurt bianco fatto dalla mamma, che è sempre più buono, tanto che lo sto mangiando mentre scrivo. Kneel before the Multitasking.

A prestissimo!
Pablo


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